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IL MALE NELLA SUA MASSIMA ESPRESSIONE

 


DA DOVE PROVIENE IL MALE DI SATANA E DI CONSEGUENZA IL CATTIVO E IL MALVAGGIO DI NOI UOMINI

1) IL GFD  VOL 3 CAP 67  

9. Dato però che io non posso assolutamente immaginarmi che in Te vi sia mai stata una cattiva idea, né un qualsiasi benché minimo pensiero, neanche soltanto all’apparenza, cattivo, allora io vorrei pur apprendere da Te da dove proviene in effetti il male di Satana e per conseguenza anche il cattivo e il malvagio di noi uomini. Da dove viene il peccato, da dove l’ira, da dove l’invidia, da dove la vendetta, da dove la sete di potere e da dove la fornicazione?»

10. E il Signore rispose subito a Lamec: «Mio caro Lamec, questa tua domanda suona bensì come fosse fondata su una grande sapienza, ma Io però ti dico che essa è molto umana! 

11. Io tuttavia voglio darti una risposta e voglio risolvere il problema da te posto, quantunque in segreto tu con ciò ritenevi di farmi una domanda la cui risposta avrebbe dovuto essere una cosa un po’ ardua perfino per Me. Dunque ascolta: 

DI FRONTE A DIO IL MALE NON ESISTE

12. “Di fronte a Me e nella Mia visuale, il male non esiste assolutamente, bensì vi sono soltanto delle differenze nell’effetto della Mia Volontà; nell’Inferno come nel Cielo, e nel creare come nel distruggere, questa è sempre ugualmente buona. 

13. Però di fronte alle creature e nella loro visuale, soltanto una cosa è da considerarsi e qualificarsi come buona, e cioè la parte del rapporto dell’affermazione sotto la quale la creatura può sussistere presso di Me ed in Me, e questa è la parte che conserva sempre o che crea continuamente e che deriva da Me; mentre la poderosa parte dissolvente o che domina con la distruzione è da considerarsi e da qualificarsi cattiva di fronte alla creatura, poiché non è concepibile che abbia una possibilità di esistenza presso di Me ed in Me. 

IN DIO TANTO IL SI QUANTO IL NO E’ BUONO

14. In Me dunque tanto il SI quanto il NO è ugualmente buono, perché nel SI Io creo, e nel NO Io ordino e governo tutto. 

PER LA CREATURA SOLTANTO IL SI E’ BUONO E IL NO E’ CATTIVO

15. Ma per la creatura soltanto il SI è buono, mentre il NO è cattivo, e ciò finché essa non sia pienamente diventata, nel SI, una cosa sola con Me, quando cioè essa potrà sussistere anche nel NO. 

PER “DIO” NON ESISTE NE’ SATANA NE’ L’INFERNO

16. Quindi per Me non esiste né Satana né l’Inferno, bensì questi esistono di fronte a loro stessi ed agli uomini di questa Terra, perché qui si tratta della formazione dei Miei figli. 

IN ALTRI MONDI SATANA E’ SCONOSCIUTO

17. Esistono ancora innumerevoli altri mondi sui quali non si ha alcuna cognizione di Satana e, per conseguenza, neppure del NO, bensì là è conosciuto soltanto il SI nei suoi rapporti! 

18. Ecco, così stanno le cose! La Terra è come una stanza per bambini, e perciò vi si ode sempre anche un gran gridare oltre che a dei rumori eccessivi; ma Dio queste cose le vede con ben altri occhi dei tuoi che sono di un uomo di questa Terra.

19. Comprendi tu ciò? Parla e dimmi quanto hai compreso! Amen». 

2) IL GVG VOL 2 CAP 210

L’essenza della materia e dell’anima.

IL CORPO FISICO E’ MATERIA CONSISTENTI IN SOSTANZE ANIMICHE PRIMORDIALI

1. Parla il Signore: «Vedete, il corpo fisico è materia e consiste di sostanze animiche primordiali fra le più grezze, le quali dalla Potenza e Sapienza dello Spirito Divino ed eterno vengono costrette in quella forma organica che corrisponde perfettamente in tutto il necessario all’anima più libera che dimora in una tale forma corporale. 

L’ANIMA TRAE PURE ORIGINE DALL’IMPURA ANIMA DI SATANA

2. Però l’anima che dimora in un corpo all’inizio non è, naturalmente, tanto più pura del proprio corpo, perché essa pure trae origine dall’impura anima primordiale del caduto Satana. Per l’anima ancora impura il corpo veramente non è altro che una macchina di depurazione costruita in modo supremamente sapiente, eccellente ed opportuno. 

LA PURA SCINTILLA DIVINA- LA VOCE DELLA COSCIENZA

3. Ma nell’anima vi è già anche la Scintilla pura dello Spirito di Dio, dalla quale a detta anima deriva una giusta consapevolezza di sé stessa e dell’Ordine Divino nella voce della coscienza. 

4. Oltre a ciò il corpo, per la comunicazione con l’esterno, è provvisto di parecchi sensi e può udire, vedere, sentire, odorare e gustare; con ciò l’anima acquista svariatissime informazioni sul mondo esteriore, buone e vere, cattive e false. 

L’ANIMA PERCEPISCE IN SE’ QUELLO CHE E’ BUONO E QUELLO CHE E’ CATTIVO

5. Dal giudizio che ne dà lo Spirito che dimora in lei, essa percepisce ben presto in sé quello che è buono e quello che è cattivo; d’altro canto essa, anche per mezzo dei sensi esteriori del suo corpo, fa esperienze con le impressioni che ne riceve, buone e cattive, piacevoli e dolorose, ed altre esperienze; oltre a ciò, poi, da parte di Dio viene indicata all’anima la via dell’Ordine Divino mediante la Rivelazione straordinaria interiore e, con la Parola, viene educata esteriormente. 

L’ANIMA PRENDE DA SE STESSA OGNI DECISIONE

6. Provvista in tal modo, l’anima può quindi certo essere in grado di prendere liberamente da se stessa una decisione secondo l’Ordine Divino facilmente riconoscibile, ciò che naturalmente non può essere altrimenti, perché in qualsiasi altra maniera sarebbe impossibile per l’anima consolidarsi in un’esistenza durevole per l’eternità, circoscritta in sé, però libera. 

L’ANIMA DEVE FORMARSI DA SE

7. Infatti ciascuna anima che vuole perpetuare la propria esistenza deve formarsi da se stessa con i mezzi che le sono forniti, e deve, per così dire, costruirsi in modo da divenire atta alla continuità dell’esistenza; in caso diverso essa, alla fine, può condividere la sorte riservata al corpo oppure esce ancora per tre quarti, non formata, fuori dal corpo, il quale, ormai completamente guasto, non serve affatto più all’ulteriore e totale sviluppo dell’anima e sarà poi costretta a proseguire verso il perfezionamento dentro a una macchina molto più scomoda e in un modo solitamente molto più triste e doloroso. 

IL CORPO E’ PER CIASCUN UOMO L’INFERNO

8. Ora il corpo, che è composto esclusivamente di elementi sottoposti ancora a rigidissimo giudizio e che è quindi soggetto alla morte naturale, è per ciascun uomo l’Inferno nel senso più stretto della parola, mentre la materia di tutti i mondi, nella quale l’uomo è posto per mezzo del suo corpo, è l’Inferno nel suo senso più ampio. 

9. Chi ha molta cura del proprio corpo, costui evidentemente si affanna anche per il proprio Inferno e nutre ed ingrassa il proprio giudizio e la propria morte per la sua rovina assolutamente personale. 

10. È bensì vero che il corpo deve ricevere in certa misura del nutrimento, affinché possa essere costantemente atto a prestare all’anima i servizi corrispondenti agli alti scopi della vita; ma chi cura con troppa sollecitudine il proprio corpo e si arrabatta e lavora ed opera quasi giorno e notte per le esigenze di questo, è chiaro che provvede per il proprio Inferno e per la propria morte. 

GLI SPIRITI NATURALI IMPURI

11. Quando il corpo stimola l’anima a svolgere tutta la sua attività per il suo soddisfacimento sensuale, questo fatto deriva sempre dall’azione dei molti spiriti naturali impuri, ovvero spiriti giudicati nella materia, che propriamente costituiscono l’essenza del corpo. Se l’anima dà eccessivamente ascolto alle esigenze del corpo e ne asseconda gli stimoli, essa si congiunge in certo modo con lui e scende così nell’Inferno assolutamente proprio e nella morte assolutamente propria; ma così facendo essa commette peccato contro l’Ordine di Dio stabilito in lei. 

SE L’ANIMA SI COMPIACE DEI DESIDERI DEL CORPO ESSA PERSISTE NEL PECCATO

12. Se l’anima persiste in un tale stato con amore e vi si compiace, allora essa è altrettanto impura quanto gli impurissimi spiriti giudicati del proprio corpo; con ciò persiste nel peccato e per conseguenza nell’Inferno e nella morte. Benché essa continui a vivere nel mondo ugualmente come il proprio corpo, essa è tuttavia come morta, sente anche fortemente in sé la morte e ne ha un vero terrore. Infatti l’anima, in tale suo stato peccaminoso e infernale, può fare quello che vuole, ma non può trovarvi traccia di vita, quantunque essa ami la vita sopra ogni cosa. 

POCHI SANNO DI UNA VITA DELL’ANIMA DOPO LA MORTE DEL CORPO

13. Vedete, in ciò è pure da cercare il motivo per cui ora molte migliaia di migliaia di uomini sanno di una vita dell’anima dopo la morte del proprio corpo tanto poco quanto una pietra giacente sulla via e, se si vuol dire loro qualcosa in proposito, essi, nel migliore dei casi, si mettono a ridere, ma qualche volta addirittura si arrabbiano e cacciano il savio fuori dalla porta con il suggerimento di andare a predicare alle bestie del bosco simili sciocchezze, le quali, secondo loro, sono pure e semplici menzogne! 

LA FORMAZIONE DEL PROPRIO “IO”

14. E tuttavia sarebbe opportuno che ciascun uomo, al più tardi entro il trentesimo anno, fosse in sé già tanto progredito nella formazione del proprio “io” da essere così pienamente consapevole e sicuro di una nuova vita liberissima e felicissima dopo la morte del corpo così come l’aquila è consapevole e sicura del volo attraverso le alte regioni della libera atmosfera! 

15. Ma quanto ne sono ancora lontani gli uomini che cominciano solo ora a fare delle domande riguardo a questo! E quanto lontani sono coloro, poi, che non vogliono affatto sentirne parlare e che ritengono una simile fede addirittura una sciocchezza degna appena di farci su una risata! Però gli uomini di questa specie si trovano per tutto il tempo della loro vita terrena nel più pieno Inferno e già nella morte più piena. 

LA PURIFICAZIONE DEL PROPRIO CORPO

16.Può accadere, ora, che un’anima si sia già del tutto purificata, ma che tuttavia le venga accordato un tempo piuttosto lungo principalmente per procedere anche alla purificazione del proprio corpo e dei suoi spiriti, che sono in sé e di per sé ancora impuri; per questo tutta la parte più nobile del corpo acquisisce infine, pure dall’anima, l’immortalità, e subito dopo la morte della parte più grossolana del corpo viene essa pure ridestata unitamente all’anima per l’irrobustimento della stessa. 

SCENDERE NEL PROPRIO INFERNO

17. E se, come non di rado avviene, l’Inferno di tali anime già pure, che è quanto dire il loro corpo, fa di quando in quando sentire ancora molto accentuatamente le sue esigenze, allora queste anime scendono per un breve tempo nel loro proprio Inferno; con altre parole accondiscendono alla richiesta del corpo e dei suoi spiriti. Ma simili anime non possono oramai più venire rese del tutto impure, e lo sono solamente finché restano nella melma putrida degli spiriti del loro corpo; però esse non possono durare a lungo in tali condizioni e ritornano quindi ben presto nel loro stato anteriore di completa purezza, nel quale poi sono di nuovo altrettanto pure, come se impure non lo fossero mai state. Ma in queste occasioni esse hanno stabilito nel loro Inferno la pace e l’ordine per un determinato tempo e possono poi tanto più indisturbate muoversi e rafforzarsi nella luce del loro spirito. 

18. Chi di voi ha un retto intendimento, avrà interamente compreso quello che ho detto; e tu, amico Cirenio, dimmi proprio sicuramente se hai compreso anche tu a fondo la cosa!».

 

3) GVG VOL 5 CAP 70.

La natura di Satana e della materia

GLI OPPOSTI

1. Dico Io: «In quale modo sia da capirsi tutto questo, che adesso per te è ancora incomprensibile, tu lo troverai nel libro che ti ha dato il giovane tramite Ruban. Del resto gli opposti, quali sono spirito e materia, vita e morte, amore e odio, verità e menzogna, potrebbero però darti già una piccola indicazione, che tutto questo deve avere una qualche origine, altrimenti non potrebbe mai pervenire ad una qualche sensibile apparenza! 

ORIGINE DEL MALE

2. Se il male non avesse una qualche origine, da dove allora potrebbe arrivare alla mente degli uomini? Di conseguenza però comincerai certo a scorgere, con la tua esercitata forza di pensiero, che non è possibile rovesciare la colpa di ogni cosa – come verità e menzogna, ed altri simili opposti – addosso al sommo ed ottimo Essere Divino!

 

DIO CREO’ L’UOMO PURO, VERITIERO E SPIRITUALMENTE A PROPRIA IMMAGINE

3. Oppure puoi forse ammettere che Dio, quale la somma, profondissima Verità Stessa, abbia posto nel cuore dell’uomo una inclinazione alla menzogna, affinché egli poi pecchi contro l’Ordine di Dio e diventi sudicio in tutto il suo parlare e in tutte le sue azioni? Oh, sia lontano da te un simile pensiero! Dio creò l’uomo, spiritualmente, a Propria immagine e somiglianza, dunque puro, veritiero e buono!  

NELLA CARNE DELL’UOMO E’ POSTO PER LO SPIRITO DELL’UOMO UN CONTRAPPESO CHE SI CHIAMA “TENTAZIONE”

4. Ma poiché l’uomo spirituale ricevette anche da percorrere la via della carne, come condizione per la sua ulteriore esistenza, egli dovette pure prendersi a prestito la carne dalla materia della Terra, secondo la Disposizione del supremo Spirito di Dio. E nella carne è posto, per lo spirito dell’uomo, un contrappeso che lo mette alla prova, e questo contrappeso si chiama “tentazione”! 

LA MATERIA, NEI CONFRONTI DELL’UOMO, NON E’ ALTRO CHE MENZOGNA E INGANNO

5. Ma questa tentazione non risiede solamente nella carne dell’uomo, ma risiede pure in ogni materia; e poiché la materia non è ciò che ti appare, ma è invece, nei confronti dell’uomo che sta mettendo alla prova se stesso, menzogna e inganno; dunque uno spirito fittizio che c’è e non c’è. Esso c’è, in quanto l’allettante materia c’è per la carne dell’uomo, ma anche non c’è, in quanto la materia non è ciò che sembra essere.

LO SPIRITO D’INGANNO SI CHIAMA SATANA

6. Ed ora ascolta e comprendi rettamente! Questo spirito d’inganno, che in se stesso è in tutto e per tutto menzogna, è appunto lo spirito di tutto il mondo della materia, e appunto ciò si chiama “Satana”, ovvero “il capo di tutti i diavoli”. I “diavoli” però sono i particolari spiriti malvagi che derivano dallo spirito malvagio generale che ora ti ho appena indicato. 

LA MATERIA IN CIO’ CHE APPARE E’ UN NULLA

7. Un uomo, quindi, che abbracci con amore ogni sorta di materia e vi pone il fondamento del suo operare, costui pecca contro l’Ordine di Dio, il Quale ha posto la materia temporaneamente sotto l’esistenza dell’uomo al solo scopo che egli combatta contro di essa e si rafforzi per l’immortalità mediante l’uso della volontà che gli è stata data completamente libera. E la conseguenza del peccato è la morte, ovvero l’annientamento di tutto quello di cui l’anima dell’uomo si è appropriata dalla materia, perché ogni materia, come ti ho già mostrato, in ciò che appare non è che un nulla. 

AMARE IL MONDO

8. Di conseguenza se tu ami il mondo e il suo agitarsi, e vuoi arricchirti con i suoi tesori, tu assomigli a un folle a cui si è presentata seriamente una sposa ben adorna, ma che lui non vuole e neppure desidera. Costui invece si getta con tutto l’ardore del più cieco dei fanatici sull’ombra della sposa e la vezzeggia oltre ogni misura! Ma se poi la sposa lascerà il folle, certamente anche la sua ombra se ne andrà con lei! Ma che cosa resterà allora al folle? Evidentemente nulla! 

L’OMBRA NON E’ ALTRO CHE MANCANZA DI LUCE

9. E come si lamenterà poi il folle, per aver perduto ciò che amava così tanto! Allora però gli si dirà: “O cieco stolto che sei, perché dunque non abbracciasti la piena verità anziché la sua ombra che evidentemente non era nulla?”. E infatti, che cos’altro potrebbe essere l’ombra se non una mancanza di luce che ciascuna forma densa deve provocare dalla parte opposta alla luce, per la ragione che il raggio di luce non può penetrare il solido e denso corpo?  

10. Ma ciò che è la tua ombra in rapporto a te, qualora tu stia fermo o cammini nella luce, la stessa cosa è tutta la materia e i suoi tesori nei confronti dello spirito! Essa è un necessario inganno ed è in se stessa una menzogna, perché essa non è ciò che appare ai sensi del corpo. 

11. Ma proprio in questo c’è un giudizio della menzogna e dell’inganno: nel fatto che agli occhi dello spirito essa deve manifestarsi come qualcosa di transitorio, e solo come un’esteriore, corrispondente ombra, di una interiore profonda verità, mentre, secondo il cieco amore dell’anima per il mondo, la materia preferirebbe rimanere, in una [perenne] realtà, ciò che sembra essere».

 

4) GVG VOL 8 CAP 34.

Chi è “Satana” e chi sono i “diavoli”. L’evoluzione delle creature.

La tentazione di Adamo ed Eva e la prova di Giobbe. 

1. Qui si fece di nuovo avanti uno dei farisei convertiti a Emmaus, che era un dottore della Legge, e disse: «Signore e Maestro! Ora noi sappiamo bene secondo verità come stanno le cose riguardo ai posseduti e chi sono in fondo gli spiriti maligni da cui, qua e là, una natura umana viene posseduta. Tuttavia nella Scrittura si parla, e lo si dice anche in modo molto evidente, riguardo ai reali diavoli assolutamente malvagi fin dalle origini e al loro principe Satana, che Satana, detto anche Lucifero, e una innumerevole quantità di angeli che si sono allineati a lui, sono stati scacciati da Dio e gettati nell’eterno fuoco dell’Inferno.  

2. Sta scritto inoltre come proprio Satana, con aspetto di serpente, fece cadere i primi uomini, e come attraverso lui Dio lasciò tentare il pio Giobbe.  

3. Ebbene, secondo il Tuo nuovo insegnamento, come stanno ora le cose riguardo a Satana e ai suoi diavoli a lui subordinati? Chi è e dov’è Satana, e chi sono e dove sono i diavoli?  

4. Se da parte Tua ci è stato concesso di capire tutto il mistero del Regno di Dio, allora dobbiamo aver chiara anche questa cosa, e Ti preghiamo di volerci dare molto benignamente una spiegazione comprensibile anche a questo riguardo!»  

5. Dissi Io: «Su questo è già stato detto e spiegato molto da parte Mia, e i Miei più vecchi discepoli sanno cosa pensarne. Ma essendo tu presso di Me ancora un principiante, puoi ben chiedere quello che ancora non ti è stato annunciato, e così ascoltami! 

LA MATERIA GIUDICATA

6. Vedi, quello che l’infinito Spazio contiene in sé come Materia, è giudicato e con ciò consolidato dalla potenza della Volontà di Dio! Se così non fosse, non si troverebbe in tutto l’infinitissimo Spazio alcun sole, né luna, né terra, e assolutamente nessuna creatura; solo e unicamente Dio sussisterebbe, nella contemplazione dei Suoi grandi Pensieri e Idee. 

I PENSIERI DI DIO

7. Dio però fin dall’eternità ha posto i Suoi Pensieri, per così dire, come al di fuori di Sé, e con la Sua onnipotente Volontà ha attribuito loro un corpo. Questi Pensieri e Idee di Dio, divenuti corporei, non sono tuttavia strettamente dei corpi veri e propri, ma sono qualcosa di spirituale giudicato, e sono contenitori per la maturazione di una esistenza autonoma. Essi sono dunque creature destinate a sussistere per l’eternità, come da se stesse e per propria forza, accanto a Me, il Creatore a loro visibile.  

OGNI CREATURA RISPETTO A CIO’ CHE E’ GIA’ SPIRITUALE PURO E SPIRITUALE LIBERO, E’ ANCORA IMPURA

8. Ogni creatura, essendo qualcosa di spirituale giudicato, è, rispetto a ciò che è già spirituale puro e spirituale libero, ancora impura, immatura, perciò non ancora buona, e rispetto a ciò che è buono in quanto puro e spirituale, può essere considerata di per sé ancora cattiva e malvagia. 

PERCIO’ CON SATANA DEVI INTENDERSI LA CREAZIONE MATERIALE

9. Perciò con “Satana” devi intendere l’intera Creazione materiale in generale, e con “diavolo” devi intendere l’elemento specifico della stessa Creazione considerato separatamente. 

VIVERE SECONDO LA VOLONTA’ DI DIO

10. Quando un uomo vive su questo mondo secondo la riconosciuta Volontà di Dio, egli così facendo si eleva, passando dalla prigionia creaturale alla increata Libertà di Dio.  

UN UOMO CHE NON VUOLE CREDERE IN DIO SPROFONDA SEMPRE PIU’ IN BASSO

11. Un uomo invece che non vuole credere in un Dio e perciò neppure agire secondo la Sua Volontà rivelata agli uomini, si immerge poi e sprofonda sempre di più in ciò che è materiale e creato, e diventa spiritualmente impuro, cattivo e malvagio in quanto giudicato, e diventa perciò un diavolo. Infatti, come vi ho già mostrato, tutto ciò che è semplicemente creato e giudicato, nei confronti di ciò che è spirituale puro e spirituale libero, increato, è impuro, cattivo e malvagio; però non lo è come se Dio avesse potuto creare, traendolo da Se Stesso, qualcosa di impuro, cattivo e malvagio, ma esso è tale solo in sé e per sé. Ogni cosa infatti, in primo luogo, per esistere deve essere necessariamente creata, dotata di intelligenza e forza d’azione, e nell’uomo anche di libera volontà; e in secondo luogo per giungere alla possibile autonomia deve impiegare ciò che le è stato dato come creato, agendo in modo autonomo, e deve convertirlo come nella sua propria particolarità.  

DAVANTI A DIO NON C’E’ NULLA DI IMPURO E NESSUN SATANA E NESSUN DIAVOLO

12. Davanti a Dio però non c’è nulla di impuro, nulla di cattivo e nulla di malvagio, poiché per il Puro tutto è puro, ed è tutto buono ciò che Dio ha creato, e di fronte a Dio non c’è dunque nessun Satana, nessun diavolo e perciò anche nessun Inferno. Solo di per sé ciò che è creato è tutto questo, e lo è fino a quando deve rimanere come creato e giudicato e finché, essendo in possesso della libera volontà - buona o malvagia - voglia rimanere come ho detto. 

SATANA CON L’ASPETTO DI UN SERPENTE

13. Quando dunque nella Scrittura si dice che Satana, con l’aspetto di un serpente, ha sedotto la prima coppia umana, ciò equivale a dire questo: la prima coppia umana, che conosceva bene Dio e la Sua Volontà, si era lasciata incantare dalla piacevolezza del mondo materiale, e i desideri e la voce della loro carne giudicata dissero: “Vogliamo vedere che cosa succederà se, per una volta, agiamo in contrasto con la ben nota Volontà di Dio! Infatti Dio Stesso ci ha dato libertà d’azione; con ciò non possiamo certamente perdere nulla delle nostre conoscenze, anzi solo guadagnarne. Infatti Dio sa sicuramente che cosa ci può derivare da un agire libero, noi invece non lo sappiamo; perciò agiamo per una sola volta secondo il nostro intendimento, e poi sapremo dall’esperienza anche quello che ora sa soltanto Dio!”. 

14. E vedi, così i due mangiarono dall’albero proibito della conoscenza, attraverso la via dell’esperienza che vollero fare loro stessi, e così sprofondarono di un gradino più in basso, nella loro parte materiale giudicata, la quale in confronto alla libera vita spirituale può essere anche chiamata “la morte”. 

PER ADAMO ED EVA IL PARADISO CONSISTEVA NELLA COMPLETA UNIONE DELL’ANIMA CON IL SUO SPIRITO

15. Dopo di che essi riconobbero bene che nella loro carne dimoravano il giudizio della coercizione e la morte; e quest’ultima, crescendo l’amore per il mondo, può sotterrare nel proprio giudizio e nella propria mancanza di libertà anche la libera anima. E così i due perdettero dunque il puro Paradiso, che consisteva nella completa unione dell’anima con il suo spirito, e da se stessi non potevano certo ritrovarlo completamente. La loro anima infatti era stata ferita dal pungiglione della materia, e allora aveva già molto da fare per mantenersi, per quanto possibile, ancora libera, al di sopra del giudizio della creata coercizione, com’è ancora il caso per tutti gli uomini. Ed Io sono venuto in questo mondo per indicare di nuovo agli uomini la vera via della Vita, e ridare loro attraverso la Mia Dottrina il Paradiso perduto.  

16. Così è anche il caso di Giobbe. Giobbe era un uomo estremamente felice in senso terreno e aveva molti beni. Egli però era anche un uomo saggio e molto devoto a Dio, che viveva rigorosamente secondo la Legge. Ma il suo straordinario benessere rendeva tuttavia la sua carne sempre più bramosa e poneva grandi sollecitazioni allo spirito in lui. 

LO SPIRITO GIUDICATO NELLA MATERIA

17. Lo spirito giudicato della carne disse in certo qual modo all’anima: “Voglio un po’ vedere se con tutte le mie gioie e le mie sofferenze terrene riesco a distoglierti dal tuo Dio, a stancarti nella tua pazienza e a metterti nel mio giudizio di coercizione!”. 

LE GIOE TERRENE DI GIOBBE

18. Ciò costò a Giobbe una possente battaglia, poiché da una parte gli stavano a disposizione tutte le gioie terrene, di cui egli certamente godeva, ma queste d’altronde non esercitavano alcun dominio sulla sua anima, ed essa rimaneva in unità con lo spirito. 

IL MALIGNO SPIRITO DELLA MATERIA

19. Ma poiché il maligno spirito della materia in questo modo non concludeva nulla con l’anima, allora l’anima di Giobbe venne tentata da ogni sorta di spiacevolezze corporali che sono raffigurate nel Libro. Giobbe però le sopportò tutte con pazienza, sebbene qua e là egli brontolasse e si lamentasse delle sue miserie; ma alla fine tuttavia egli riconosceva sempre apertamente che soltanto Dio poteva avergli, prima, dato tutto, che ora glielo aveva tolto, ma che glielo poteva ridare addirittura in misura ancora più grande di come glielo aveva tolto per il pieno rafforzamento dell’anima nello spirito. 

LO SPIRITO CHE TENTO’ GIOBBE ESSO ERA LO SPIRITO GIUDICATO DELLA SUA CARNE

20. Ma se è così, chi fu allora il Satana che tentò così tanto il pio Giobbe? Ebbene, esso era lo spirito giudicato della sua carne, cioè le sue svariate brame!  

SATANA E I DIAVOLI PRIMORDIALI IN PERSONA NON CI SONO MAI STATI

21. Ma un certo Satana e dei diavoli primordiali in persona non ci sono mai stati nella realtà, se non nella giudicata materia fisica di ogni genere e specie.

Ma che Satana e i diavoli siano stati rappresentati dagli antichi saggi con ogni sorta di immagini spaventose, ciò trova la sua ragione nel fatto che in questo modo l’anima, con ogni sorta di forme maligne, si facesse un’idea di quale pena debba soffrire una libera vita qualora si lasci di nuovo catturare dal giudizio della materia». 

5) GVG VOL 1 CAP 217.

Ammonizione a guardarsi dalle insidie di Satana e cenni riguardo alla sua astuzia. Lo spirito maligno non può influire che sui sensi, mai però sulla volontà dell’anima. Confortanti consigli vitali.

1. Filopoldo assieme a diversi altri greci si avvicina a Me e dice: «Signore, per quanto questo breve tempo ci abbia concesso, noi abbiamo fatto il possibile per uniformarci volonterosi ai tuoi desideri; le singole cose però che restano ancora da farsi non verranno certo trascurate. In quanto riguarda la mia casa e la mia famiglia, sono riuscito a mettere tutte le mie faccende sufficientemente in regola, cosicché ormai posso seguirti, senza curarmi d’altro, per uno, due e perfino tre anni; basterà soltanto che di quando in quando io faccia sapere alla mia famiglia dove mi trovo e quello che Tu fai! Infatti, vedi, tutta la mia casa crede e spera ormai nel Tuo nome. Se Tu, o Signore, sei contento di quello che abbiamo fatto, dimmelo di grazia; ma se Tu hai ancora qualche altro desiderio, Ti piaccia pure di manifestarcelo!» 

STARE BENE IN GUARDIA CON SATANA

2. Gli dico Io: «Quello che avete fatto finora è certamente buono e giusto dinanzi a Dio ed a tutti gli uomini che sentono e pensano onestamente; però state bene in guardia che Satana non vi seduca con i suoi molteplici artifici e che con il tempo non insorgano fra voi ogni genere di questioni e di litigi, perché tali condizioni future, facilmente possibili, sarebbero molto peggiori di quanto lo siano state quelle in cui vi siete trovavate poco fa, dalle quali Io vi ho ora liberati! 

LO SPIRITO MALIGNO NON TROVA MAI RIPOSO

3. Infatti lo spirito maligno non trova mai riposo, né di giorno né di notte; ed egli se ne va in giro come una belva affamata, e nella sua grande voracità assale ed azzanna qualsiasi piccola preda che egli incontri sul suo cammino. 

L’INFLUENZA DI SATANA NON PUO’ MAI TOCCARE LA VOLONTA’

4. Se egli fosse visibile, alcuni coraggiosi potrebbero osare di ingaggiare battaglia con lui, ma ne soccomberebbero molti di più di ora che lui è invisibile, perché esso ha il potere di assumere tanto la bellezza sfolgorante dell’angelo quanto l’orridezza terrificante del drago che vomita fuoco! Ma chi avrebbe l’ardire di affrontarlo qualora si presentasse sotto tali forme?! Certo nessuno, poiché egli, sia per mezzo della sua bellezza sia per mezzo del suo orrendo aspetto che farebbe impietrire ogni cosa, riuscirebbe vincitore di migliaia di volte mille avversari. Egli non può, né d’altro canto gli è concesso, mostrarsi com’è a nessuno e ognuno può riconoscere con facilità le sue maligne ispirazioni, perché queste predispongono sempre l’anima alla durezza di cuore, alla lussuria, all’adulterio, all’egoismo, all’orgoglio, allo spergiuro, all’avarizia e tendono sempre a renderla spietata, indifferente verso tutto ciò che vi è di vero e di divino, insensibile alla miseria e ai dolori del prossimo ed avida di tutti i piaceri del mondo; e così ognuno può sempre opporsi serenamente e arditamente a simili tentativi perfidi di Satana, perché l’influenza di Satana giunge soltanto fino ai sensi dell’anima, ma non ne può mai toccare la volontà. 

DAI SINTOMI INDICATOVI POTETE RILEVARE CHE GENERE DI SPIRITO VI SIA VICINO

5. Io dunque vi ho ora indicato anche da quali sintomi voi potete rilevare facilmente che genere di spirito vi stia vicino, e quali siano le sue intenzioni a vostro riguardo, quando sentite uno stimolo o l’altro avvicinarsi di soppiatto alle vostre anime. 

DOMINARE LO SPIRITO MALIGNO

 6. Quindi, se doveste percepire qualcosa di simile in voi, ricordatevi di questi Miei insegnamenti e di queste Mie parole; reagite con tutta l’energia delle vostre anime e fate precisamente il contrario di quanto lo stimolo vi suggerisce; così facendo, dominerete lo spirito maligno e, quando voi avrete respinto i suoi attacchi in tutti i punti prima accennativi, allora egli vi lascerà in seguito in pace del tutto, e voi non avrete più da sostenere con lui alcuna lotta. Ma se voi soccombete in un punto o nell’altro, oppure, prendendo la cosa alla leggera, cedete semplicemente in qualche punto, sarà molto difficile che voi possiate sbarazzarvene completamente per tutto il corso della vostra vita terrena. 

ARMONIZZARE LA VOLONTA DI SATANA

7. Fate perciò molta attenzione a tutti i momenti da Me indicativi ora! Infatti, quando il maligno è riuscito, ciò che non è una grave fatica per lui a condurre una qualche anima al punto di farne armonizzare la volontà con la sua in uno o l’altro campo del male, con ciò naturalmente viene generato un peccato, allora è necessaria una strenua lotta prima di poter rimediare totalmente al danno causato all’anima. 

TRIONFARE SU SATANA

8. Ma chi fermamente e seriamente vuole, fa da se stesso tutto quanto gli è possibile e nella sua debolezza ricorre a Me in spirito, a costui sarà facile trionfare su Satana, ma, sia ben chiaro, sempre soltanto facendo appello con viva fede al Mio Nome. 

 9. Ormai voi sapete tutto quello che vi è necessario sapere; voi conoscete l’unico vero e giusto Dio, e conoscete altresì qual è la Sua Volontà.

DIO HA PROVVISTO DI TUTTO CIO’ DI CUI L’UOMO HA BISOGNO

10. Io vi dico: “Il Padre che è nei Cieli vi ha ben provvisto di tutto ciò di cui avete bisogno; ora sta a voi utilizzare coscienziosamente i Suoi doni per il bene vero ed eterno della vostra vita!”. 

11. Dalle vostre parole accompagnate dalle vostre opere usciranno sempre le logiche conseguenze; e le vostre parole e le vostre opere saranno pure i vostri giudici!

12. E tu, Filopoldo, rimani qui ancora per tre giorni e cerca di mettere tutto in ordine; poi vieni a raggiungermi a Chis dove Mi troverai». 13. Filopoldo promise che così avrebbe fatto; allora Io benedissi il luogo e tutti facemmo ritorno a Chis.

 

6) LA TERRA CAP 56

Essenza e nome di Satana (27 marzo 1847) 

1. Voi avrete già spesso udito ed avrete letto, e udite e leggete tuttora, come appunto questo spirito maligno venga presentato sotto ogni specie di nomi e come accanto a lui venga fatta menzione di una quantità di compagni, canaglie come lui, che si chiamano “diavoli”. In questa occasione Io voglio darvi una precisa spiegazione del perché e da dove l’arcimaligno spirito ha tratto tutti i suoi differenti nomi, e chi sono del tutto propriamente i diavoli.

I NOMI DI SATANA

2. “Satana”, “Satan”, “Leviatano”, “Belzebù”, “Gog”, “Magog”, il “Serpente”, il “Drago”, la “Bestia dell’Abisso”, “Lucifero” ed altri simili ancora sono i nomi che lo riguardano e lo caratterizzano in varie maniere. “Lucifero” ovvero “Portatore di Luce” era il suo nome originario e peculiare. “Satana” equivaleva al polo opposto rispetto alla Divinità. Questo spirito, quale Satana, era quindi realmente posto da Dio di fronte alla Divinità come la donna è posta di fronte all’uomo. La Divinità avrebbe generato dentro nel suo essere le sue eterne Idee senza numero, affinché esse fossero diventate mature nella sua luce concentrata, e dalla luce di questo spirito sarebbe così proceduta in somma chiarezza una creazione di esseri, e l’intera Infinità sarebbe stata, appunto da questa luce, continuamente sempre più popolata, poiché nello Spazio infinito avrebbe posto anche l’Infinito, ed eternità non avrebbero mai potuto colmare questo Spazio così tanto che un giorno ci potesse essere in qualche modo un affollamento di esseri in esso. 

LA DESTINAZIONE ERA QUELLA DI ESSERE UN SECONDO DIO

3. Come però voi sapete: dato che questo spirito aveva una destinazione così infinitamente grande di essere un secondo Dio accanto a Me, allora egli doveva anche superare una prova della libertà corrispondente alla sua destinazione, la quale però, come voi sapete, egli non ha superato perché volle innalzarsi al di sopra della Divinità e sottometterla a sé. 

TENTATIVO DI SATANA DI SOTTOMETTERE LA DIVINITA’

4. Una contesa per la precedenza fu dunque la prima cosa che aveva commesso appunto questo spirito contro la Divinità. Ma siccome egli non poté rendere propensa la Divinità a concedergli la precedenza ed a renderglisi completamente sottomessa, allora egli divampò nella sua rabbia e volle letteralmente annientare la Divinità, per il quale atto non gli sarebbe certo mancata la forza se la Divinità, secondo la sua eterna Sapienza, non avesse duramente imprigionato a tempo debito questo ammutinatore in tutte le sue parti. Suona certo un po’ enigmatico il fatto che in questo spirito ci debba essere stata una tale forza da affrontare la Divinità eterna fino al punto che Questa dovesse finire con il cedere alla sua forza, lasciarsi infine prendere completamente prigioniera e diventare con ciò inabile per tutte le eternità, il che equivarrebbe a dire: essere annientata; ma la cosa sarà comprensibile se si riflette sul fatto che la Divinità aveva posto appunto in questo spirito, per così dire, un perfetto secondo Io, il quale, sebbene creato in un certo qual modo adatto al tempo, era però tuttavia posto a parità di forze di fronte alla Divinità in tutti gli spazi dell’Infinità. 

NELLO SPIRITO DI SATANA LA DIVINITA’ AVEVA CONCENTRATO LA SUA LUCE

5. Questo spirito, in cui la Divinità stessa aveva concentrato la sua Luce, era diffuso nell’intera Infinità come la Divinità, per cui gli sarebbe anche stato ben possibile, vice versa, afferrare dappertutto la Divinità e renderla inabile; sennonché in questo pensiero l’egoismo destò in lui la grande vanità e il compiacimento della sua luce e della sua infinita elevatezza e forza. In questo egoismo e in questo compiacimento di se stesso egli dimenticò l’antica, eterna Divinità, divampò nella sua vanità e solidificò se stesso. Allora la Divinità afferrò il suo essere in tutte le sue parti, gli prese tutte le specifiche entità, formò da ciò dei corpi celesti per l’intera Infinità, avvolse lo spirito di questa infinita anima sostanziale con potentissimi lacci e lo vincolò nella profondità della materia. 

DATO CHE SATANA SI EMANCIPO’ DALL’ETERNO DIVINO ORDINE HA PRESO IL NOME DI SATAN

6. In questa posizione questo spirito allora non si chiama più “Satana”, bensì, dato che egli in un certo qual modo da se stesso si emancipò dall’eterno, Divino Ordine, prende il nome di “Satan”, che è quanto come dire: polo uguale alla Divinità. Voi però sapete che polarità uguali non si attraggono mai, bensì sempre e soltanto si respingono. In ciò sta anche il motivo del fatto che questo essere è in tutto il più lontano dalla Divinità ed appunto il più opposto; in ciò e con ciò sta la sua arcimalignità. Ora voi sapete perché questo spirito si chiama anche “Satan”. 

CON L’ESPRESSIONE “LEVIATANO” SI VOLLE INDICARE LA SUA FORZA

7. Con l’espressione “Leviatano” si volle solo semplicemente indicare la sua forza, e precisamente secondo il concetto di un mostro marino di un tempo, che era certamente l’animale più grande, più poderoso e più indistruttibile dell’intera Terra. La sua grandezza era come quella di un paese, la sua figura era come quella di un gigantesco drago in possesso di una forza tale che poteva sopportare nelle sue viscere un forte fuoco senza da ciò risentirne un danno quando non raramente le fiamme più orribili passavano attraverso le sue fauci e attraverso le sue narici.

Appunto questo è il motivo per cui il nostro spirito maligno venne chiamato non di rado anche il “Drago di fuoco”, e anche il “Drago dell’abisso”. Questo spirito così denudato – vale a dire: lo spirito sciolto da tutta la sua anima e certo molto legato unicamente nel suo essere spirituale più puro – fece finta diverse volte di ravvedersi perché gli fosse concessa questa o quella cosa, ciò che senza alcun dubbio avrebbe potuto fare, dato che egli, per quanto fosse mai possibile, era stato denudato da tutti i suoi maligni specifici animici. Così questo spirito denudato richiese che gli fosse concesso per un certo tempo di essere adorato come un Dio, e qualora si fosse accorto di non provare più compiacimento in una simile adorazione, allora si sarebbe completamente convertito e sarebbe diventato uno spirito purissimo. Questo gli fu quindi anche permesso. L’intero paganesimo, il quale è quasi altrettanto antico quanto la specie umana, ne da testimonianza; perciò in origine anche il Signore si è scelto un unico piccolo popolino sulla Terra; tutti gli altri poterono, senza alcun pregiudizio alla libertà, soddisfare impunemente come gli animali il desiderio di questo spirito.  

8. Da queste circostanze sono poi emerse le svariatissime denominazioni di questo essere onorato come Dio. 

LA PRIGIONIA DI SATANA

9. Ma siccome questo essere non si accontentò di ciò, mai invece del promesso miglioramento fece solo sempre maggiori intromissioni nell’Ordine Divino, allora egli venne spinto in una prigionia molto angusta. Ma dato che in tale tempo si era già formata dalla razza umana una quantità di spiriti di uguale sentimento, allora egli poi agì tramite questi suoi angeli, poiché un diabolus ovvero diavolo non è altro che uno spirito cresciuto e formati nella scuola di Satana.

GLI SPECIFICI FUORIUSCITI DAI LACCI DELLO SPIRITO DI SATANA

10. La cosa non deve certo venire compresa come se tali spiriti fossero stati formati realmente nella scuola di Satana, bensì essi si formarono da se stessi in conseguenza di quegli specifici, [fuoriusciti] dai lacci di questo spirito, che essi avevano assimilato in sé. Questi spiriti, poiché hanno in sé ugualmente il maligno fondamentale, si chiamano certo “diavoli”, che equivale a dire “discepoli di Satana”, ma tuttavia si differenziano enormemente da lui, perché in loro solo l’animico è omogeneo con il maligno spirito, mentre invece il loro spirito, sebbene duramente prigioniero, è tuttavia puro, mentre lo spirito di Satana è il vero e proprio Male. Perciò può accadere e accadrà che tutti i diavoli vengano salvati ancora prima che Satana sia in se stesso costretto ad intraprendere il grande viaggio verso il suo eterno precipizio. 

11. Voi ora sapete di quale natura è del tutto propriamente Satana e i diavoli. Perciò prossimamente, per rafforzare il chiarimento in questa cosa, considereremo parecchie cose memorabili.

 

7) GVG VOL 5 CAP 204.

 Messia e redenzione 

1. Dico Io: «Per quanto riguarda la questione principale sono perfettamente d'accordo con te; soltanto non sono assolutamente d'accordo rispetto a qualche particolare relativo alla fondazione, alla diffusione e alla conservazione di una simile Dottrina, quantunque sotto certi punti di vista anche su tale riguardo la tua opinione abbia qualche buon fondamento. 

LA CERNITA DELL’UMANITA’

2. Per quello che riguarda la cernita dell'umanità e di tutte le sue opere scaturite dalla cultura mondana, qualcosa di simile, con una minima eccezione soltanto, si è già verificato ai tempi di Noè sulle regioni della Terra allora abitate, tale e quale è stato descritto da Mosè, quantunque sotto forma di immagini, dalle quali però un vero sapiente ed esperto nella scienza delle rispondenze può sempre ricavare le linee storiche pure dell'avvenimento. 

3. Ma come si presentò poi l'umanità dopo qualche centinaio di anni, nonostante che tale umanità discendesse dal piissimo e saggio Noè? 

SODOMA E GOMORRA DISTRUTTE A CAUSE DELLA CORRUZIONE E DEI VIZI ORRENDI

4. Già ai tempi di Abramo, Sodoma e Gomorra e le altre dieci città dovettero venire distrutte con tutto ciò che di vita umana e animale vi era in esse mediante il fuoco e lo zolfo che piombavano dal firmamento a causa della corruzione e dei vizi orrendi che vi regnavano, e vennero distrutte in modo tale che di quelle città non rimase più alcuna traccia. Sul posto dove esse sorgevano tu puoi ora vedere il Mar Morto nel quale fino al momento in cui parliamo nessun animale ha trovato mai condizioni possibili di vita, e perfino gli uccelli lo evitano e se ne volano via. 

LE SETTE PIAGHE D’EGITTO

5. Ai tempi di Mosè, il paese degenerato d'Egitto venne sottoposto per lunghi anni a cernita per mezzo delle note sette piaghe, e quel paese ci rimise oltre i due terzi della popolazione e del bestiame, mentre tutti gli ebrei - che all’inizio discendevano dai pochi fratelli di Giuseppe che erano immigrati un paio di secoli prima a causa della carestia, i quali appunto sotto il regno del crudele Faraone furono esposti ad ogni genere di oppressione e di persecuzione - vennero condotti via, e dato che essi costituivano la migliore forza lavorativa di quel regno, questo piombò nella massima carestia e nell'anarchia. Tuttavia pian piano il paese si risollevò, riacquistò ricchezza, potenza e addirittura prepotenza, e per conseguenza venne di nuovo punito con guerre, carestia e pestilenze. Ma va ora a visitare l'Egitto, e troverai che esso è precisamente così come tutto il resto del mondo! 

ECCITABILITA’ DELL’ANIMA

6. Da questi pochi ma veri fatti che ti ho citato, potrai facilmente comprendere come una cernita dell'umanità peccatrice sia ben lontana dall’avere quegli effetti utili che tu t’immagini, poiché il peggioramento di un individuo, come anche di un intero genere umano, non dipende tanto da una volontà fondamentalmente perversa degli uomini come stai pensando ora dinanzi a noi, ma essa dipende piuttosto dalla eccitabilità dell'anima, eccitabilità necessaria alla vita, e dalla pigrizia a muoversi seriamente sulle riconosciute vie della luce. 

L’INATTIVITA’ DELL’ANIMA

7. Dato però che la quiete e l'inattività piacciono tanto all'anima, essa va in cerca di aiutanti e servitori che lavorino per lei, o almeno le siano d'aiuto. Con ciò essa diventa ben presto benestante, ricca e potente, comincia a dominare a proprio profitto, emana leggi e ordina e dispone ogni cosa a suo esclusivo vantaggio. E vedi, in questo modo essa diventa poi per lo più un'anima fine che rifugge da ogni attività, e questo è il motivo della decadenza morale di popolazioni intere, le quali così vengono sempre più spinte dallo spirituale verso il materiale. 

LA PIGRIZIA E’ LA MADRE DI TUTTI I VIZI

8. Dunque la pigrizia, ovvero la sempre crescente brama di starsene in ozio, è e resta sempre la madre di tutti i vizi, e questa proprietà dell'anima umana costituisce appunto quel perfidissimo spirito che la Scrittura denomina “Satana”. E qui sta appunto anche il male ereditario di cui tutti gli esseri umani soffrono, male da cui nessuno è in grado di liberarli all'infuori appunto di un vero Messia proveniente dai Cieli della pienissima vita e della suprema attività della vita stessa. 

MALE EREDITARIO

9. Che tra gli uomini di questa Terra esista un male ereditario, questo lo hanno visto e riconosciuto tutti i sapienti del mondo conosciuto; ma in che cosa consista e come si possa combatterlo, questo però essi non sono stati capaci di insegnarlo! E questo sarà appunto il compito del Messia: liberare per l'eternità, mediante l'insegnamento e mediante le opere, gli uomini da questo male il cui frutto è la morte dell'anima!  

L’UOMO E’ REDENTO DAL MALE EREDITARIO SE CONFERMERA LA PROPRIA VITA ALLA DOTTRINA

10. Sennonché la redenzione dell'uomo sarà efficace e vera soltanto quando egli farà esatto e fedele uso dei mezzi che a tale scopo gli saranno stati indicati, altrimenti, dopo la venuta del Messia, egli resterà perfettamente quel pessimo uomo che era prima della Sua venuta. Infatti, il Messia disceso dai Cieli non redimerà dal male ereditario nessuno all'infuori di colui il quale sotto ogni aspetto conformerà la propria vita alla Sua Dottrina, esattamente così come lo prescriverà la Dottrina stessa. Nessuno si aspetti in qualche modo dal Messia una certa azione magica per la quale potrà trovarsi liberato dal male ereditario di cui abbiamo parlato!  

L’ANIMA DEVE ESSERE SPRONATA ALL’ATTIVITA’

11. Il Messia, per testimoniare che Egli è veramente Tale, opererà pure grandi prodigi, ma questi in sé e di per sé non saranno di vantaggio ad alcuna anima, ma il vantaggio le anime lo avranno unicamente venendo destate alla fede e spronate all'attività conforme alla Dottrina.  

12. Per conseguenza il Messia sarà simile ad un ricco e buon padrone di casa che offre un gran banchetto e che manda i suoi servitori in tutti i luoghi e per tutte le vie allo scopo di invitare tutti amichevolmente a voler prendere parte all’abbondante convitto. Poveri e ricchi, piccoli e grandi, deboli e forti, tutti riceveranno l'invito per bocca dei messaggeri. Coloro che verranno, saranno anche saziati, ma coloro invece che non vorranno venire, non vi saranno costretti. Se essi verranno o non verranno, sarà indifferente per Colui che avrà offerto il banchetto. Ma naturalmente la benedizione del grande banchetto sarà riservata soltanto a coloro che avranno accolto l'invito!  

LA DOTTRINA DI CRISTO RAPPRESENTA IL BANCHETTO

13. Ora il grande banchetto sarà rappresentato appunto dalla Dottrina del Messia; chi vi presterà ascolto e si renderà attivo conformemente, costui sarà un vero partecipante al banchetto stesso e ne otterrà benedizione in abbondanza. Chi invece vi presterà pure ascolto, ma non si affretterà a metterla completamente in pratica, per costui essa sarà come una mensa bene apparecchiata per chiunque, ma della quale egli non vorrà approfittare per mangiare qualcosa delle cose buone offertegli e per lui sarà infine indifferente aver accettato o no l'invito! E così ora Io ti ho presentato il Messia come Egli è e come sempre sarà! Ed ora che ne dici di un simile e vero Messia?».  

 

8) GVG VOL 4 CAP 108 

Il male ereditario dell'amore di se stessi 

1. (Il Signore:) «Voi avete sentito parlare del male ereditario (peccato originale), per lo meno voi ebrei di certo! Ma che cosa è questo e in che cosa consiste? Fate dunque attenzione!  

IL MALE EREDITARIO

2. Esso è l'antico amore di se stessi, quale padre della menzogna e di tutti i mali derivanti da questa; però la menzogna è l'antica materia peccaminosa che in sé e per se stessa non è altro che una genuina peccaminosa manifestazione visibile dell'amore di se stessi, dell'egoismo, dell'orgoglio e della brama di dominio.  

LO STIMOLO E’ NECESSARIO AFFINCHE’ GLI SPIRITI GIUNGESSERO ALLA CONOSCENZA DELLA PROPRIA VOLONTA’

3. Tutto ciò ebbe veramente origine dallo stimolo necessario che Io dovetti porre negli spiriti affinché giungessero alla conoscenza della propria volontà, ma, quantunque lo stimolo fosse stato una necessità, non fu assolutamente una necessità che, quale conseguenza, si costituissero peccaminosamente i mondi materiali. Questa fu soltanto una necessaria conseguenza - a cui nel Mio Ordine dovette purtroppo essere lasciato libero corso - del fatto che molti fra gli spiriti non vollero resistere allo stimolo, nonostante essi avrebbero potuto farlo senz’altro, come ha potuto farlo un numero sei volte maggiore di spiriti primordialmente creati, uno dei quali lo abbiamo qui al nostro servizio ed ha nome Raffaele.  

SATANA O DEMONIO E’ L’ANTICO AMORE DI SE STESSI

4. Quindi il nemico che sempre sparse, che sparge tuttora ed ancora per lungo tempo spargerà la zizzania fra il puro grano, è l'antico amore di se stessi, la cui conseguenza ormai a voi ben nota è la zizzania, e nel senso più ampio la somma di ogni genere di materia, menzogna, Satana o demonio sotto qualsiasi forma.  

LA PAROLA DI DIO E’ IL GRANO NOBILE E PURO

5. Però la Mia Parola è il grano nobile e puro, e la vostra libera volontà è il campo in cui Io, quale Seminatore di ogni vita, spargo e semino il grano purissimo del Mio Ordine eterno. 

L’AMORE DI SE STESSI

6. Non lasciatevi sopraffare dall'amore di voi stessi; pensate invece che, se lo combattete con la spada infuocata del vero amore per Me e per il vostro prossimo, voi manterrete facilmente il campo libero da ogni zizzania ed entrerete quanto prima voi stessi come frutti purissimi e preziosissimi nel Mio Regno, per contemplare là e guidare nelle eternità nuove creazioni spirituali-pure!

 LA MATERIA E’ PURA MENZOGNA

7. Fate però bene attenzione che il nemico, ovvero l'amore di voi stessi, non prenda posto in voi nemmeno per lo spazio di un atomo, perché questo atomo è già un seme della vera zizzania il quale, con l'andare del tempo, può accalappiare interamente per sé la vostra libera volontà, ed allora quanto è in voi di spirituale puro trapassa sempre di più nella zizzania della materia, in cui voi stessi diventate menzogna, poiché tutta la materia, tale quale essa è, non è evidentemente che la più pura menzogna!  

ANCHE UN ATOMO DELL’AMORE DI SE STESSI PUO’ DIVENTARE UNA MONTAGNA

8. Anche un minimo atomo dell'amore di se stessi che trovi ora posto in voi, Miei discepoli, si accrescerà in mille anni fino a diventare montagne intere colme di velenosa zizzania, e sulle vie e sulle strade la Mia Parola verrà chiusa in un muro coprendola con il fango più immondo, perché così la menzogna colma di odio e di orgoglio non se ne scandalizzerà! Ma se voi restate puri nel Mio Ordine, allora vedrete ben presto i lupi e gli agnelli abbeverarsi insieme allo stesso ruscello. 

ESTIRPARE LA ZIZZANIA

9. Io vi ho dato ora una spiegazione - di cui finora mai nessuno spirito ha avuto il benché minimo sentore affinché voi possiate rilevare da essa chi sia Colui il Quale solo può impartirvi un tale insegnamento. E perché vi ho dato una simile spiegazione? Non certo solo per l'insegnamento in se stesso, ma affinché ne seguano opere conformi e vere! E perciò voi non dovete essere soltanto ascoltatori inutili e stupiti di dottrine che nessuno prima di Me ha mai predicato agli uomini così apertamente, e così pure non è nemmeno sufficiente che voi ora riconosciate chiaramente che vi sono state comunicate tali cose da Dio Stesso, il Padre dell'eternità, ma voi dovete rigorosamente esplorare il vostro cuore per vedere se nel vostro amore non dimori forse ancora qualche atomo di zizzania. Se voi lo trovate, estirpatelo con tutte le sue radici per quanto minime esse siano, e siate poi operosi, con tutto zelo e con tutta sollecitudine, in base al Mio Ordine a voi non più sconosciuto; così facendo raccoglierete il vero profitto della vita per l'eternità! 

10. Ma affinché voi possiate anche vedere come tutto ciò sia veramente così come Io ve l'ho spiegato ora, voglio per un breve tempo aprirvi gli occhi (dello spirito), affinché constatiate tutto per vostra propria esperienza. Prestate dunque bene attenzione a tutto quello che vedrete».  

9) GFD VOL 2 CAP 158

L’avvertimento di Abba di stare attenti alla malignità e all’astuzia di Satan. L’impotenza di Satan. È l’uomo che si lascia sedurre da Satan perché attratto dai piaceri mondani. Guardatevi da voi stessi! 

1. Quando il grande nemico della vita fu sparito, Abba disse ai figli che Gli si stringevano intorno: 

2. «Figlioletti, avete udito quello che il bugiardo ha osato dire al Mio cospetto?! 

3. State dunque bene in guardia contro di lui, in modo tale che egli non riesca a convincervi e a farvi cadere in trappola; infatti la sua malizia è grande! 

4. E come grande è la sua malizia, altrettanto grande è la sua scaltrezza e astuzia; perciò guardatevi tre volte da lui con la massima cura! 

 SATANA E’ UNO SPIRITO INFAME

5. Egli è uno spirito infame che non vuole mai convertirsi, e non vuole mai riconoscermi quale l’unico Dio di ogni Santità, Potenza e Forza, bensì lui aspira al dominio assoluto, perciò egli ha sempre l’intenzione di indebolirmi e infine ad annientarmi del tutto, e poi strappare a sé ogni potere sul Cielo e su tutti i mondi.  

6. Se gli fosse possibile raggiungere il suo scopo, soltanto allora egli distruggerebbe tutto ciò che ora esiste, e ciò per l’odio immenso che nutre verso di Me. 

7. E quando una simile cosa gli fosse riuscita, soltanto allora egli attuerebbe una nuova creazione secondo il suo piacimento. 

8. In questa nuova creazione però non dovrebbe trovare posto niente che fosse destinato ad una durata eterna, ma tutto dovrebbe avere un’esistenza soggetta al suo massimo e liberissimo arbitrio, e dovrebbe durare solo finché ciò fosse atto a procurargli un piacere sensuale. 

9. Ma quando se ne fosse saziato del tutto, allora subito di nuovo l’intera creazione dovrebbe inabissarsi nel nulla e al suo posto dovrebbe sorgerne di nuovo un’altra, sempre e soltanto per il suo piacere!  

10. Di esseri che fossero del tutto simili a lui - come ad esempio l’uomo - egli non ne creerebbe mai, ma creerebbe invece la donna per la sua necessità sensuale; ma questa dovrebbe essere quanto mai delicata, affinché sia più sensibile alle torture di ogni specie che a lui darebbero diletto!  

11. In breve, le sue idee sono di una tale atrocità che nemmeno un sommo angelo può comprenderle nella loro pienezza; perciò guardatevi molto bene da lui!  

12. Voi certamente ora vi consigliate nei vostri cuori e dite: “Perché dunque non annientare un essere simile, il quale è colmo della più micidiale brama del male?!”  

13. Io però domando a ciascuno di voi: “Chi di voi vorrebbe scendere giù alla pianura ed uccidere Lamech il quale non è per niente migliore di questo nemico della vita?”  

14. Oppure se Io volessi presentarvi ancora una volta il nemico della vita e lo riducessi in condizioni tali che voi