2° parte Estratti "argomento il male."

9) GFD VOL 2 CAP 158

L’avvertimento di Abba di stare attenti alla malignità e all’astuzia di Satan. L’impotenza di Satan. È l’uomo che si lascia sedurre da Satan perché attratto dai piaceri mondani. Guardatevi da voi stessi! 

1. Quando il grande nemico della vita fu sparito, Abba disse ai figli che Gli si stringevano intorno:

2. «Figlioletti, avete udito quello che il bugiardo ha osato dire al Mio cospetto?!

3. State dunque bene in guardia contro di lui, in modo tale che egli non riesca a convincervi e a farvi cadere in trappola; infatti la sua malizia è grande!

4. E come grande è la sua malizia, altrettanto grande è la sua scaltrezza e astuzia; perciò guardatevi tre volte da lui con la massima cura!

 SATANA E’ UNO SPIRITO INFAME

5. Egli è uno spirito infame che non vuole mai convertirsi, e non vuole mai riconoscermi quale l’unico Dio di ogni Santità, Potenza e Forza, bensì lui aspira al dominio assoluto, perciò egli ha sempre l’intenzione di indebolirmi e infine ad annientarmi del tutto, e poi strappare a sé ogni potere sul Cielo e su tutti i mondi.  

6. Se gli fosse possibile raggiungere il suo scopo, soltanto allora egli distruggerebbe tutto ciò che ora esiste, e ciò per l’odio immenso che nutre verso di Me.

7. E quando una simile cosa gli fosse riuscita, soltanto allora egli attuerebbe una nuova creazione secondo il suo piacimento.

8. In questa nuova creazione però non dovrebbe trovare posto niente che fosse destinato ad una durata eterna, ma tutto dovrebbe avere un’esistenza soggetta al suo massimo e liberissimo arbitrio, e dovrebbe durare solo finché ciò fosse atto a procurargli un piacere sensuale.

9. Ma quando se ne fosse saziato del tutto, allora subito di nuovo l’intera creazione dovrebbe inabissarsi nel nulla e al suo posto dovrebbe sorgerne di nuovo un’altra, sempre e soltanto per il suo piacere!  

10. Di esseri che fossero del tutto simili a lui - come ad esempio l’uomo - egli non ne creerebbe mai, ma creerebbe invece la donna per la sua necessità sensuale; ma questa dovrebbe essere quanto mai delicata, affinché sia più sensibile alle torture di ogni specie che a lui darebbero diletto!  

11. In breve, le sue idee sono di una tale atrocità che nemmeno un sommo angelo può comprenderle nella loro pienezza; perciò guardatevi molto bene da lui!  

12. Voi certamente ora vi consigliate nei vostri cuori e dite: “Perché dunque non annientare un essere simile, il quale è colmo della più micidiale brama del male?!”  

13. Io però domando a ciascuno di voi: “Chi di voi vorrebbe scendere giù alla pianura ed uccidere Lamech il quale non è per niente migliore di questo nemico della vita?”  

14. Oppure se Io volessi presentarvi ancora una volta il nemico della vita e lo riducessi in condizioni tali che voi poteste ucciderlo sul serio, ebbene, lo fareste voi per quanto furioso egli stesse dinanzi a voi? 

15. In verità, voi tutti esitereste quanto mai!

16. Vedete, ma se voi già esitereste e arretrereste il più possibile [dinanzi un’azione simile], pur essendo il vostro amore una minimissima cosa di fronte al Mio, quanto meno posso dunque compiere Io una tale azione, che sono l’infinito ed eterno Amore Stesso, e sono altrettanto il suo Creatore quanto lo sono per voi, e sono il suo Dio come lo sono per voi, e sono il suo Signore come lo sono per voi, e sono ancor sempre il Giudice paterno come sono il vostro buon Padre Stesso!  

LA POTENZA DI VOLONTA’ A SATANA GLI FU TOLTA

17. Per quanto mai fu possibile, gli venne comunque tolta la potenza di volontà. Perciò non dovete più temerlo minimamente, ma occorre unicamente che vi guardiate dalla sua astuzia. Questa astuzia però non ha forza, ma in sé e per sé è così impotente che voi, con il vostro alito, la potete cacciare sempre più facilmente di una mosca, purché lo vogliate!

18. Perciò egli in tali condizioni può anche sussistere e può fare in eterno dei ciechi tentativi per annientarci; infatti una tal cosa gli riuscirà altrettanto poco quanto un moscerino riuscirà a vincere in una lotta contro il mastodonte!

19. Voi però state domandando di nuovo nei vostri cuori: “In che cosa dunque consiste l’astuzia del nemico della vita, affinché noi possiamo riconoscerla e stare attenti dinanzi a lui? 

20. Infatti chi può stare attento e proteggersi da ciò che egli non conosce?!” 

AL NEMICO DI OGNI VITA NON GLI E’ PERMESSO AVVICINARSI A QUALCUNO

21. Figlioletti, voi avete ragione quando chiedete così nei vostri cuori; tuttavia la vostra domanda è in fondo vana! Infatti il nemico della vita non può e non gli è lecito avvicinarsi a qualcuno; così egli non può sedurre nessuno con la sua astuzia maligna! 

SE UN UOMO SI LASCIA SEDURRE DAL NEMICO DI OGNI VITA DIVENTA SUPERBO…..

22. Ma se un uomo si lascia sedurre dal suo proprio cuore e diventa superbo, assetato di potere, sensuale, avido del mondo ed egoista, allora l’uomo stesso si avvicina ostinatamente al nemico della vita, così che egli stesso diviene un nemico di ogni vita e, non di rado, ancora peggiore del vero e proprio nemico della vita in persona, dalla cui astuzia voi dovete proteggervi. 

MA QUANDO IL NEMICO DELLA VITA SI ACCORGE DELLA PRESENZA ACCANTO A LUI DI UN TALE CHE GLI SOMIGLIA ALLORA LO INCATENA A SE’

23. Ma quando il vero e proprio nemico della vita si accorge della presenza accanto a lui di un tale vicino che gli somiglia, allora sicuramente non risparmia più alcuna fatica per incatenare a sé colui che, così prevalentemente simile, lo ha cercato di propria libera volontà! 

24. Vedete, proprio qui comincia ad agire l’astuzia del nemico, e ciò per guadagnare per sé un simile amico per l’eternità! 

CHI VUOLE SFUGGIRE ALLA ASTUZIA DI SATANA COSTUI TENGA IL PROPRIO CUORE RIVOLTO AL SIGNORE

25. Chi dunque vuole sfuggire all’astuzia del nemico, costui sia un fedele ed attento pastore del suo proprio cuore, e lo tenga scrupolosamente rivolto a Me! In verità, voi potete credere che sarebbe più facilmente possibile che voi strappaste il sole giù dal firmamento che non il nemico della vita si avvicinasse con la sua astuzia ad un uomo che tiene il cuore scrupolosamente rivolto a Me!  

NIENTE PUO’ ACCADERE SENZA IL PERMESSO SEL SIGNORE

26. Perciò voi non dovete affatto essere angosciati, perché niente può avvenire senza il Mio Permesso; ma quando Io permetto che qualcosa avvenga, allora Io ho sempre le Mie migliori ragioni per questo! 

GUARDARSI DA NOI STESSI

27. Quindi è meglio che vi guardiate da voi stessi; infatti, in verità, all’infuori di Me non vi è dappertutto niente di più libero dei vostri propri cuori! 

AVERE CURA DEL PROPRIO CUORE

28. Perciò abbiate cura dei vostri cuori secondo la Mia Volontà, e così sarete eternamente al sicuro dall’astuzia del nemico! 

29. Queste cose comprendetele bene; infatti questa è la protezione dalla sua astuzia, e cioè che voi teniate rivolti i vostri cuori verso di Me, ma non ostinatamente verso di lui! Comprendete voi questo?». 

10) L’AMORE CONIUGALE PAG. 343 

544. Si è creduto finora nel mondo che vi sia un diavolo a capo degli inferni; che è stato creato angelo di luce; ma essendo diventato ribelle fu precipitato con il suo seguito nell’inferno. Questa convinzione ha prevalso perché le parole diavolo e satana, e anche Lucifero, sono citate nella Parola, e la Parola in quei luoghi è stata compresa secondo il significato letterale. Ma per diavolo e per satana lì si intende l’inferno; in particolare, diavolo significa l’inferno più profondo, dove dimorano i peggiori, che sono chiamati geni malvagi; e satana, l’inferno soprastante, dove dimorano i meno malvagi, che sono chiamati spiriti maligni; e per Lucifero si intendono coloro che appartengono a Babele, o Babilonia, i quali vorrebbero estendere il loro dominio fino al cielo. Che non vi sia alcun diavolo al quale gli inferni sono sottomessi è evidente anche da questo, che tutti coloro che sono negli inferni, come tutti coloro che sono nei cieli, appartengono al genere umano; e quelli che sono lì dall’inizio della creazione ammontano a miriadi di miriadi, e ognuno di essi è un diavolo conformemente alla sua opposizione al Divino, mentre viveva nel mondo.

 11) GVG VOL 3 CAP 66.

 Il discorso del Signore sul vero matrimonio, sulla procreazione Divina e su quella infernale, sul giusto ordine sessuale, sulla lussuria e sul rimedio riguardo all’eccessiva brama carnale. L’unico caso in cui un giovane celibe può compiere un atto sessuale lecito senza procreazione. 

LA PROCREAZIONE DI UN ESSERE UMANO E’ DEL TUTTO PARTICOLARE

1. (Il Signore:) «Vedi, la procreazione di un essere umano è una cosa del tutto particolare. Per generare un frutto giusto e sano, occorre che tra due esseri umani maturi, cioè un uomo ed una donna, sussista una giusta affinità delle anime, senza la quale essi difficilmente giungeranno - o spesso proprio non giungeranno - ad ottenere un frutto mediante il noto atto della procreazione. 

TUTTO QUELLO CHE VA OLTRE A QUANTO NECESSARIO ALLA PROCREAZIONE E’ MALE

2. Se dunque un uomo e una donna sono di natura affine nei loro cuori e nelle loro anime, allora possono anche congiungersi tra di loro in matrimonio e, secondo l’ordine facilmente riscontrabile in Natura, possono servirsi dell’atto della procreazione unicamente allo scopo di ottenere un frutto vivente a loro immagine; tutto quello che va oltre a quanto è necessario appunto a tale scopo è contrario all’Ordine di Dio e della Natura, e come tale è un male ed un peccato che non è di molto migliore del muto peccato di Sodoma e Gomorra! 

3. Qualora un uomo abbia molto seme, allora è bene che lo sparga in un altro campo, secondo la buona usanza degli antichi padri e dei patriarchi, ed egli non peccherà. Ma se invece se ne va di nascosto solamente per soddisfare il suo impulso con delle venali prostitute e per divertirsi con loro senza la procreazione di un frutto, allora egli, così facendo, commette con assoluta certezza un rozzo peccato sodomitico contro l’Ordine Divino e contro l’ordine della Natura! 

UN GIOVANE INFUOCATO DALL’IMPULSO DELLE PROCREAZIONE…..

4. Soltanto ad un uomo giovane, infuocato [dall’impulso] della procreazione, se viene preso dalle attrattive di una ragazza in maniera troppo potente al punto da essere a stento padrone dei propri sensi, soltanto allora gli è lecito congiungersi con la vergine, con o senza scopo di procreazione; però dopo l’atto egli è tenuto a darle coscienziosamente quello che venne prescritto da Mosè. E se da questa unione provocata dalla necessità dell’uomo si è maturato un frutto, allora egli deve dare alla vergine da dieci a cento volte di quello che secondo Mosè le sarebbe stato debitore qualora dall’unione non fosse sorto alcun frutto, perché la vergine fa’, per un tale uomo, un grande sacrificio per la vita e per la morte! Se in seguito l’uomo può sposare una simile vergine, allora egli non deve tralasciare di farlo, perché, come detto, lei ha fatto un grande sacrificio per lui e libera l’uomo da un carico che lo stordisce. 

UN UOMO INFUOCATO DALL’IMPULSO DELLA PROCREAZIONE DEVE PRENDERE SUBITO UNA MOGLIE

5. Ma poi un tale uomo, infuocato [dall’impulso] della procreazione, deve prendere subito una moglie per bene, e in caso di bisogno, in giusto accordo con la moglie legittima, affinché non sorgano liti e dissidi, egli deve prendere anche una concubina. Se però un simile uomo può mettersi sulla via dell’abnegazione, allora egli, con maggiore facilità di altri, verrà presto fatto partecipe di una superiore grazia spirituale della vita interiore. 

6. Come poi si debba procedere per prendersi una moglie legittima, questo – secondo l’Ordine dei Cieli - è stato già comandato attraverso Mosè, e così deve restare fino alla fine del mondo. 

CHI RESTA ENTRO I LIMITI DELL’ORDINE RACCOGLIERA’ FRUTTI DI BENEDIZIONE

7. Ora, da quanto è già stato detto, potrai facilmente comprendere che cosa sia la fornicazione e perché Mosè l’abbia proibita come un grave peccato; infatti, da parte di Dio, tutto è prescritto all’uomo secondo l’Ordine Divino. Chi resta entro i limiti di quest’Ordine, raccoglierà i frutti della benedizione dall’Alto; chi invece opera contrariamente a quest’Ordine, raccoglierà i frutti della maledizione. 

IL MALE E’ UN PECCATO CHE A SUA VOLTA GENERA ALTRI PECCATI

8. Ma se qualcuno, infuocato [dall’impulso] della procreazione, nonostante tutto il suo bisogno, non ha la possibilità di estinguere in maniera naturale il fuoco che lo tormenta, a costui Io gli consiglio un sollecito bagno nell’acqua fredda e una fervidissima preghiera perché venga mitigato questo tormento, e allora egli sarà liberato quanto prima dal suo tormento. Qualsiasi altro modo di spegnere [un fuoco di questa specie] proviene dal male e a sua volta genera il male; il male però è peccato e a sua volta genera altri peccati. 

EVITARE L’ECCITAZIONE DEI PROPRI FIGLI

9. Così pure è bene che venga messo nel cuore di tutti i genitori di non esporre iloro figli già grandicelli ai pericoli dell’eccitazione. Infatti un materiale infiammabile può facilmente prendere fuoco, ma una volta che le fiamme divampano alte da tutte le parti, allora spesso non c’è più da parlare di un rapido spegnimento, e nessuna fiamma divampa alta senza provocare vittime! Quando essa si è spenta, allora si vede ben presto il danno che ha causato. 

L’OZIO E’ IL GENERATORE DI OGNI VIZIO

10. Di conseguenza, particolarmente le giovinette devono andare ben vestite ma mai in maniera provocante, e i giovani non devono assolutamente essere esposti all’ozio, poiché l’ozio è sempre il generatore di ogni vizio e di ogni peccato. 

QUANDO QUALCUNO PRENDE UNA MOGLIE RESTI LEGATO A LEI

11. E quando qualcuno si è presa una moglie per bene, costui resti legato a lei fino alla morte, e la lettera di ripudio di Mosè non cancella l’adulterio dinanzi all’Ordine di Dio qualora un simile uomo sposasse un’altra donna; se la moglie divorziata si risposa, allora essa commette adulterio. A dirla breve, chi si sposa dopo l’avvenuto divorzio è un adultero, chi non si sposa non è un adultero. 

ADULTERO E’ ANCHE COLUI CHE METTE GLI OCCHI SU UNA DONNA SPOSATA

12. Spiritualmente, però, si rende adultero anche colui che mette gli occhi su una donna che è già sposata e nel suo cuore formula l’intenzione di indurla, con ogni tipo di inganni, all’adulterio, anche se l’opera completa non avviene. 

IL MALE E’ ANCORA PIU’ GRANDE

13. Ma se tu, scorgendo le attrattive della moglie del tuo prossimo, ti lasci sedurre, allora tu commetti ugualmente un adulterio, poiché con ciò tu hai fatto della moglie del tuo prossimo una prostituta e l’hai spinta a prostituirsi con te. E questo è un peccato grande e grave davanti a Dio e davanti agli uomini, anche se hai generato un frutto con la donna estranea. Naturalmente, però, il male è ancora più grande se hai commesso atti sessuali con la moglie del tuo prossimo unicamente per il muto e cieco stimolo del piacere. Ebbene, tali peccatori ben difficilmente verranno resi partecipi del Regno dei Cieli».

 

12) GVG VOL 7 CAP 93.

Il male e il suo giudizio 

CHI HA CONOSCIUTO IL SIGNORE NON PUO’ FARE A MENO DI AMARLO

2. E la donna, che con suo marito si trovava pure in loro compagnia, esclamò tutta commossa: «Oh, come è buono e giusto il Signore! Chi Lo ha veramente riconosciuto, non può fare a meno di amarlo sopra ogni cosa! Oh, se quei ministri del Tempio laggiù Lo riconoscessero, certo essi pure Lo amerebbero sopra ogni cosa ed osserverebbero i Suoi Comandamenti supremamente saggi! Ma il diavolo in carne ed ossa, che è il loro patrono, non concede che sia così, perché essi sono i suoi servitori fedeli e quindi non sono più degni di alcuna grazia da parte del Signore. Oh, un giorno all’Inferno certo essi deploreranno amaramente in eterno di essere vissuti così, e diranno: “Oh, perché ci siamo lasciati accecare così tanto dal demonio?”. Ma questo tardivo pentimento là non gioverà loro di sicuro più a niente! O Signore, noi Ti ringraziamo per aver rivelato a noi, miseri e indegni, il Regno della Tua Grazia, mentre l’hai tenuto nascosto ai sapienti di questo mondo!» 

IN UNO SPIRITO MALIGNO, UN DEMONIO DUNQUE, NON POTRA’ MAI SORGERE UN PENTIMENTO CHE SIA BUONO

3. Ed Io le dissi: «Hai detto cose giuste e nel modo in cui tu le comprendi, però è bene che tu tenga presente che all’Inferno, per il miglioramento di uno spirito infernale, non esiste alcun pentimento che gli consenta di giungere a deplorare seriamente di aver commesso delle malvagie azioni nel tempo della sua vita terrena. Infatti se uno spirito infernale arrivasse sul serio a provare un simile pentimento, egli con ciò si sarebbe aperto la via al ravvedimento e alla redenzione; invece uno spirito maligno, un demonio dunque, non può mai far sorgere in lui un pentimento che sia buono, ma unicamente un pentimento che ha la stessa caratteristica propria allo spirito stesso, cioè quella assolutamente maligna, e allora egli si pente sì, ma solo del fatto di non aver commesso quand’era sulla Terra del male in misura ancora inesprimibilmente maggiore! 

4. Ora, considerando ciò, chiunque abbia anche un briciolo solo di intelletto non può avere nessuna difficoltà a comprendere perché da una simile anima non si possa ottenere nessun miglioramento e quindi nessuna redenzione. 

IN UN ANGELO DEL CIELO TUTTO E’ BUONO INVECE IN UN DEMONIO TUTTO E’ MALVAGGIO

5. Ma come in un angelo del Cielo tutto è fondamentalmente buono e lo è in grado eccellente, in un demonio invece tutto è fondamentalmente malvagio e lo è al massimo grado. Quanto più interiormente un angelo pensa e vuole, tanto più diventa simile a Dio, più libero e più potente. Mentre invece quanto più interiormente un demonio pensa e vuole, tanto più diventa dissimile da tutto ciò che è Divino, più schiavo e impotente; perché la malvagità fondamentale in lui paralizza tutta la sua forza e costituisce il suo giudizio e la sua vera morte!  

SE UN DEMONIO FOSSE CAPACE DI UN PENTIMENTO BUONO EGLI NON SAREBBE UN DEMONIO

6. Certo, Mia cara, se un demonio fosse capace di un pentimento buono che procedesse dalla sua stessa interiorità, egli non sarebbe un demonio, né si troverebbe all’Inferno. Un demonio perciò non può mai in eterno venire migliorato grazie ad un impulso che proviene dal suo proprio interno, e dunque come suo spontaneo, ma questo è possibile gradatamente, in periodi di tempo inimmaginabilmente lunghi, mediante influssi a lui estranei provenienti dall’esterno. Tali influssi estranei devono sempre corrispondere perfettamente all’interiorità del demonio che, come detto, è fondamentalmente malvagio e lo è al massimo grado, e così il male agente sul demonio dall’esterno soffoca il male interiore, e solo in questo modo in uno spirito malvagio al massimo grado può farsi gradatamente un po’ di luce, e conseguentemente anche qualche miglioramento. 

I TORMENTI DEGLI SPIRITI INFERNALI SONO PROCEDENTI DALL’ESTERNO

7. Perciò i tormenti degli spiriti infernali sono sempre come procedenti dall’esterno; ma questa cosa succede già su questa Terra rispetto agli uomini malvagi. Quando tutti gli insegnamenti, le ammonizioni e le leggi più savie non giovano più a nulla di fronte ad uno che sia assolutamente malvagio, e anzi egli in se stesso si dedica con sempre maggiore zelo a studiare come poter contravvenire alle leggi dell’ordine, ebbene, egli in un simile stato non può venire assolutamente migliorato dal suo interno, ma egli viene allora portato dinanzi a dei giudici inesorabili che infliggono al malfattore delle pene esteriori dolorosissime.  

LO SPIRITO MALVAGIO AFFINCHE’ POSSA MIGLIORARE DEVE GUARDARSI DELL’INTERNO E RIFLETTERE SULLA RAGIONE DELLE SUE SOFFERENZE

8. Se però, dopo aver molto sopportato, il malfattore comincia a poco a poco a guardarsi sempre più dentro e comincia a riflettere con sempre maggiore maturità sulla ragione delle proprie sofferenze, allora egli riconosce la propria impotenza e l’inflessibilità dei giudizi e inizia finalmente ad intravedere che egli stesso è veramente ed esclusivamente la causa e la ragione dei suoi tormenti, e ciò per via delle malvagie azioni da lui commesse volontariamente e con gioia maligna contro le prescrizioni delle leggi dell’ordine generale. Ma poiché ora vede che appunto le sue azioni malvagie costituiscono i suoi spiriti tormentatori, egli comincia finalmente ad aborrirle in sé e si augura di non averle mai commesse. Ed ecco, questo è già un passo verso un possibile miglioramento!

LO SPIRITO MALVAGIO DEVE RICONOSCERE CHE IL MALE CHE E’ IN LUI E’ DI PER SE’ MALE

9. Ma a questo punto non conviene ancora che le punizioni esteriori terminino, perché il malfattore ha cominciato a deplorare le sue azioni perverse unicamente per la ragione che queste gli hanno portato dei pessimi frutti. Ora egli deve cominciare a riconoscere in sé, per mezzo dell’insegnamento esteriore, che il male che è in lui è veramente di per sé male, e che questo male va aborrito unicamente per questa ragione, e non perché esso porta necessariamente con sé delle cattive conseguenze per il malfattore!  

QUANDO LO SPIRITO SCEGLIE IL BENE PERCHE’ E’ BENE ALLORA SOPPORTA LA PENA

10. Quando il malfattore comincia a rendersi conto di ciò, e quindi ad aborrire il male perché è male di per sé e a scegliere il bene appunto perché è bene, allora egli sopporta la sua punizione con maggiore pazienza, perché trova del tutto giustificate le proprie sofferenze e le considera come un beneficio per il fatto che la sua vita viene migliorata e le sopporta con pazienza. Se poi il malfattore, ciò che non è impossibile, è arrivato a questo punto, e la sua interiorità va realmente migliorando sempre di più, allora solo questo è il momento in cui si può mitigare la rigidità delle pene esteriori a seconda della misura nella quale si è prodotto un reale miglioramento nella sua interiorità. 

TRASFORMARE UN MALFATTORE IN UN DEMONIO PER IL MONDO DEGLI SPIRITI

11. Se i giudici del mondo capissero questo, essi potrebbero trasformare più di un incallito malfattore in un uomo onesto; sennonché trattandosi di delinquenti incalliti essi ricorrono immediatamente alla pena di morte, e questo purtroppo è il vero modo per trasformare un malfattore, non ancora migliorato, in un completo demonio per il mondo degli spiriti. Ma questo non deve più accadere tra di voi in futuro! 

EMETTERE UN VERO GIUDIZIO PER IL RAVVEDIMENTO DI UN PECCATORE

12. Che se voi proprio dovete giudicare, allora emettete un giusto giudizio, come ve l’ho spiegato ora, per il vero e certo possibile ravvedimento del peccatore, ma non perché peggiori ancora di più e si trasformi in un demonio vero e proprio!». 

13) FRANZ SCHUMI LUTERO NELL’ ALDILA’

CAP 55 - Chiarimento su Inferno, Satana, materia, anima e Dio. 

1. Ora dissi a tutti: “L’Inferno è la misera, malata condizione della tua anima, del tuo corpo spirituale. Il fuoco infernale è la tua sovente irritazione e collera, la tua furibonda insoddisfazione. Il Satana sono i tuoi pensieri impuri che ti danno l’illusione di tutto il mondano, del non-spirituale. Questa è un’aria cattiva che, contagiando, conduce i pensieri su vie sbagliate, che però è uno spirito come anche Dio è un’Aria ed uno Spirito, ed i diavoli siete voi stessi, fino a quando sarete cattivi e pieni di peccati”. 

2. Questa spiegazione pienamente vera fece una grande impressione sull’intera compagnia e Martin Lutero venne da Me e disse: “Caro Signore! Dimmi, come mai, se Satana o Lucifero è solo un’aria cattiva che rende malata l’anima, che quest’aria poteva presentarsi come un drago, e come una femmina celestialmente bella?”. 

3. A ciò Io risposi a tutta la compagnia: “Lo Spirito di Dio ha in Sé l’Onnipotenza di poter produrre tutto l’immaginabile. Anche i vostri corpi dell’anima sono una specie di aria, ed essi sono corpi ingegnosamente formati. Così è anche la sostanza, la materia, dalla quale consistono i corpi degli uomini sulla Terra, la stessa aria come quella dell’anima, materia da quest’aria compressa, raddensata, resa visibile agli occhi carnali. 

4. Ma poiché lo spirito di Satana o di Lucifero è una parte della Divinità, perciò si può trasformare in ogni forma qualsiasi che è permessa da Dio; solo non può trasformarsi in forme e figure d’amore ed azioni d’amore; perché consiste di odio, collera ed arroganza, cose che sono i poli opposti dell’amore e dell’umiltà che rappresentano la Divinità. L’aria della quale consiste la vostra anima, è lo spirituale sottile, dalla quale vennero formati i corpi, che è lo spirituale grossolano dell’anima di Satana trasformata in materia”. 

5. Dopo questo chiarimento Mi presentai dinanzi al terzo gruppo e domandai al malato più vicino, di cosa si era ammalato. 

6. Costui rispose: “I miei genitori mi fecero studiare e divenni dottore. Purtroppo però un dottore di quelli che maltrattava gli uomini, rapinando loro lentamente il denaro dalla tasca per i processi, e per cui alla fine diventava lui il vincente. Il cercatore di vittorie invece il perdente!. Il mio unico pensiero era di sfruttare e depredare spietatamente i clienti. Questo durò molti anni. Alla fine si verificò il caso che ebbi dolori pungenti al petto, da cui ebbe origine un’ulcerazione carcinomatosa e questa mi corrose sempre più profondamente, finché mi fece fuori.

 IL CANCRO COME PUNIZIONE

7. Io credo che questa fu una punizione! Divorai il patrimonio dei miei clienti, il cancro però divorò crudelmente il mio petto. Domandai ad alcuni dei malati che stavano con me, come si procurarono la malattia del cancro, e guarda, tutti avevano avuto una tale vita precedente, così che si poteva considerare il loro cancro come punizione. Io ammetto che non tutte le malattie di cancro abbiano alla base la mia causa, ma è sovente il caso che sia così, così qui vi è uno con un cancro al naso, il quale derivava dal contagio di voler gustare tutto, ecc”. 

8. Andai dal quarto gruppo e chiesi ad uno dei malati da dove provenisse la sua malattia. Costui ci raccontò gli avvenimenti della sua vita che aveva vissuto sui campi di battaglia e disse: “Anche qui sarà senz’altro una punizione di Dio! Io, infatti, ho ucciso e derubato spensieratamente, sebbene questo fosse proibito nei Comandamenti di Dio, ma si pretese da me il giuramento di fede al monarca e costui mi mandò con altri in guerra contro il suo nemico, ed io dovetti uccidere, assassinare e, perché in paese nemico, rubavo ciò che mi venne in mano. 

LA GUERRA E’ NULL’ALTRO CHE RAZZIA DEGLI ASSASSINI SOTTO IL NOME DI SOLDATI

9. La guerra, infatti, è comunque null’altro che una razzia degli assassini sotto il nobilitato nome di soldati, i cui capi e comandanti sono ufficiali ben finemente adornati, i quali però non fanno altro – perché il loro cuore non conosce nessun amore e nessuna compassione – che massacrare crudelmente e distruggere il nemico, nemico che non ha fatto loro mai qualcosa di male, e che non avevano mai visto prima. 

LA PUNIZIONE COME RICOMPENSA

10. In una di quelle scaramucce ebbi una ferita squarciata come rimborso per la mia crudeltà, e poiché ora sono nel paese degli spiriti, allora sono senz’altro morto. Conosco qui alcuni che hanno vissuto casi simili, quindi lo considero come pagamento punitivo per la violazione dei Comandamenti di Dio e per la mia crudeltà”. 

LA CONFESSIONE VERA

11. Ora dissi Io: “La tua confessione come le altre è pienamente vera, e poiché in questo riconoscete la vostra colpa, allora siete maturi di essere guariti. E così voglio terminare col fare domande. Io sono un potente Medico delle anime e del corpo e curo tutti coloro che Mi credono sulla Parola. Potete credere che questo sia vero?”. 

12. Allora si presentò un malato e disse: “Poiché tu sei un comandante di una truppa così grande di uomini, allora non può essere diversamente che dici la verità, e perciò credo fermamente che a te è possibile guarirci”. 

LA GUARIGIONE

13. “Hai giudicato molto bene, perciò alzati dal tuo giaciglio!”. – Il malato Mi guardò colmo di gioia e balzò su e si rallegrò di tutto cuore della sua guarigione e Mi ringraziò fervidamente. Dopo di ciò i malati innalzarono da tutte le parti la preghiera che Io dovessi guarire anche loro. 

LA RINUNCIA ALLA MONDANA

14. Ma Io dissi: “Lo voglio fare, ma ad una condizione, e questa è che rinunciate al vostro modo materialistico di vita mondana ed in futuro viviate secondo i Comandamenti Divini. Come però dovete vivere, ve lo riferiranno i Miei servitori. Siete voi d’accordo con questo?”. 

15. Tutti levarono le loro voci ed accettarono la Mia condizione. A ciò Io dissi: “Le vostre malattie sono scomparse e siete perfettamente sani! Ora fuori dai letti, affinché siate ulteriormente fortificati da Me”. 

16. A questo discorso tutti i malati si alzarono e corsero da Me, per esprimere la propria gratitudine per la pronta guarigione. Ci furono molte lacrime di gioia e note di esultanza, come s’intende da sé. Quando il primo giubilo passò, dissi Io: “Sbarazzatevi dei vostri letti, stampelle e materiale di medicazione e poi venite tutti da noi per una merenda che vi fortificherà e ristabilirà completamente”. 

17. I guariti portarono via tutto e presto tornarono indietro. Io però delegai agli angeli di andare a prendere pane e vino e dissi agli infermieri compassionevoli, che anche loro dovevano prendere parte al pasto, cosa che essi non se lo lasciarono dire due volte. Nel frattempo fu procurato pane e vino che Io benedissi e feci distribuire a tutti. E poi di nuovo non ci fu più fine alla lode della bontà del pasto, finché di ciò non ci fu più nulla da lodare.

 

14) GVG VOL 4 CAP 80

Della brama della carne 

1. (Il Signore:) «Con ciò abbiamo ora esaurito questo argomento della povertà e abbiamo anche visto le conseguenze avverse che potrebbero derivare qualora essa prendesse il sopravvento; abbiamo però anche rilevato quali ne siano i rimedi, e quali vantaggi potrebbe trarre l'Umanità dal mettere in pratica questi insegnamenti che ho dato a voi tutti a vantaggio di ognuno. Così dunque noi avremmo illustrato a sufficienza questo tormento e dispiacere, e possiamo passare ora ad un altro campo che in effetti ha pochissima somiglianza col primo, ma che comunque sta in relazione strettissima con esso. E questo secondo campo si chiama “brama carnale”. 

IL MALE PRINCIPALE

2. In questo consiste in effetti, più o meno per tutta l'Umanità, il male principale. Dalla brama carnale scaturiscono quasi tutte le malattie del corpo, e sicuramente poi, senza eccezione, tutti i mali dell'anima.  

I PERICOLI DELLA CARNE

3. Di tutti i peccati è proprio questo quello a cui l’uomo rinuncia con maggior fatica. Gli altri peccati, infatti, hanno esclusivamente delle motivazioni esterne, questo invece ha la motivazione in se stesso e nella carne peccaminosa. Perciò dovete distogliere gli occhi dai seducenti pericoli della carne, fino a quando non siete diventati padroni della vostra carne! 

IL MALIGNO SPIRITO DELLA CARNE

4. Preservate i fanciulli dalla prima caduta e conservate la loro pudicizia; quando saranno adulti non avranno gravi difficoltà nel domare la loro carne, e non cadranno tanto facilmente, ma basta anche una sola negligenza perché il maligno spirito della carne ne prenda possesso! Ora nessun demonio è tanto difficile da scacciare dall'uomo quanto appunto quello della carne; sono necessari molto digiuno e molta preghiera perché l'uomo ne venga liberato! 

EVITARE DI SCANDALIZZARE I PICCOLI

5. Guardatevi perciò dallo scandalizzare i piccoli, oppure di eccitarli e accenderli carnalmente esagerando nella pulizia o con un abbigliamento seducente! Guai a colui che in tal modo pecca verso la natura dei piccoli! In verità, gli andrebbe meglio se non fosse mai nato!  

DIO PUNISCE IL PROFANATORE DEGLI INNOCENTI

6. Io Stesso punirò il profanatore della sacra natura innocente della giovinezza con tutta la potenza della Mia Collera! Infatti, quando la carne è divenuta fragile, allora l'anima non ha più alcuna solida base, e non può più procedere bene sulla via del perfezionamento. 

LE ANGOSCE DELL’ANIMA

7. Voi non potete immaginare quanto lavoro deve fare un'anima debole per risanare una carne corrotta e per renderla di nuovo perfettamente senza macchia! Quali angosce deve spesso soffrire l'anima, quando vede la corruzione e la debolezza della sua carne, che è la sua dimora terrena! Ma chi ne ha colpa? La colpa è dovuta alla cattiva sorveglianza dei fanciulli ed ai molti scandali di ogni genere di cui essi sono resi spettatori!  

CATTIVE CONSEGUENZE DERIVANTI DA RAPPORTI CARNALI ANTICIPATI

8. Particolarmente nella città la corruzione dei costumi è sempre maggiore che nelle campagne; perciò, quali Miei discepoli, fate notare questo un giorno agli uomini, e mostrate loro le moltissime cattive conseguenze che derivano da rapporti carnali eccessivamente anticipati; molti allora si convertiranno, le anime cresceranno sane e forti ed il risveglio dello spirito in esse sarà più facile di quanto purtroppo lo sia attualmente in numerosissimi casi!  

CONSEGUENZE DEI PRECOCI RAPPORTI CARNALI

 9. Osservate quanti ciechi, sordi, storpi e paralitici vi sono; guardate quanti fanciulli e adulti sono infermi e affetti da ogni tipo di malattie corporali! Sono tutte conseguenze dei precoci usi e rapporti carnali.  

L’UOMO NON DEVE UNIRSI CARNALMENTE AD UNA RAGAZZA ANZITEMPO

10. L'uomo non deve unirsi carnalmente ad una ragazza prima del suo ventiquattresimo anno di età; voi sapete benissimo come e cosa sia anzitutto da intendersi con ciò; e la giovane deve avere almeno compiuto il suo diciassettesimo anno, se non proprio il diciottesimo. Se ha un’età inferiore, si tratta di un caso di precocità e quindi non deve conoscere uomo! Infatti, di tali giovinette precocemente mature se ne trova qualcuna ogni tanto, ma se lei si unisce troppo presto ad un uomo libidinoso, allora si corrompe già nella carne e diventa un'anima debole e facilmente accessibile alle passioni. 

GUARIRE LA CARNE CORROTTA DI UNA RAGAZZA E PIU’ DIFFICILE

11. È già difficile guarire la carne corrotta di un uomo, ma molto più difficile ancora quella di una ragazza che si è corrotta prima del tempo. Infatti, in primo luogo non potrà mettere al mondo figli perfettamente sani, ed in secondo luogo aumenterà in lei di giorno in giorno il desiderio del congiungimento carnale, e finirà col diventare addirittura una prostituta, ciò che costituisce la più bassa vergogna del genere umano, non tanto per la donna stessa, quanto piuttosto per coloro a causa dei quali lei si è ridotta in tale condizione, dato che non hanno rispettato la sua giovane età. 

NON BISOGNA APPROFITTARE DELLA POVERTA’ DI UNA GIOVANE PER TOGLIERLE LA VERGINITA’

12. Guai però a colui che approfitta della povertà di una giovane per toglierle la verginità! In verità anche per lui sarebbe meglio non essere mai nato! E chi si congiunge carnalmente con una prostituta anziché tentare di distoglierla con mezzi adatti dalla via rovinosa e di aiutarla ad incamminarsi per il retto sentiero, costui dovrà un giorno sottostare al Mio cospetto ad un molteplice rigoroso giudizio, poiché chi percuote un sano non pecca tanto gravemente come chi percuote uno storpio.  

UNIRSI CON UNA VERGINE PERFETTAMENTE SANA..

13. Chi si è unito carnalmente ad una vergine perfettamente matura e sana, costui ha effettivamente peccato; siccome però il male causato con tale atto non ha conseguenze particolarmente dannose, specialmente se entrambi sono perfettamente sani, allora in questo caso c'è un giudizio più lieve. Chi invece commette un simile atto solo per pura e ormai vecchia libidine, per quanto matura sia la vergine, e lo fa come se lo facesse con una prostituta, cioè senza generare un frutto vivente in grembo alla vergine, costui verrà sottoposto ad un duplice giudizio. Se egli poi compie questo atto con una prostituta, allora il giudizio sarà dieci volte maggiore! 

UNA PROSTITUTA E’ UNA VERGINE PERFETTAMENTE ROVINATA

14. Infatti, una prostituta è una vergine del tutto rovinata e spezzata nella sua carne e nella sua anima. Chi, con cuore onesto e a Me fedele, la aiuta a tirarsi fuori dalla sua miserabilissima condizione, costui un giorno sarà grande nel Mio Regno. Chi usa carnalmente una prostituta pagandola con vile denaro e la rende ancora peggiore di quanto era prima, costui sarà pagato un giorno con la stessa paga con cui è pagato ogni malvagio assassino nel fango che è preparato a tutti i diavoli e ai loro servitori. 

GUAI AI PAESI E CITTA’ DOVE VIENE ESERCITATA LA PROSTITUZIONE

15. Guai al paese, guai alla città dove è esercitata la prostituzione, e guai alla Terra quando questo grande male crescerà eccessivamente sul suo suolo! In tali Paesi e città Io metterò a dominare dei tiranni, e questi imporranno agli uomini dei pesi esorbitanti affinché ogni carne venga affamata e distolta dall'azione più infame che l'uomo possa mai commettere contro il suo povero simile!

LA CARNE DI UNA PROSTITUTA DOVRA’ ESSERE DA OGNI TIPO DI MALATTIA

16. Ma una prostituta dovrà perdere ogni onore e ogni stima perfino presso coloro che l'avranno usata per vile denaro, ed in seguito la sua carne dovrà anche essere affetta da ogni tipo di malattie contagiose inguaribili o per lo meno difficilmente guaribili. Ma se qualcuna si correggerà veramente, allora dovrà essere ritenuta di nuovo in Grazia presso di Me! 

CHI NEL FURORE DELLA SUA LIBIDINE RICORRE AD ALTRI MEZZI…

17. Chi poi nel furore della sua libidine ricorre ad altri mezzi di soddisfacimento che non siano gli organi da Me stabiliti nel grembo della donna, costui difficilmente vedrà il Mio Volto. Mosè ha bensì sancito per questo misfatto la pena della lapidazione, che Io non abolisco del tutto, perché essa è una punizione severa per simili misfatti e per simili malfattori già diventati completamente preda del demonio. Però Io vi do ora il paterno consiglio di allontanare tali peccatori dalla comunità, esiliandoli anzitutto in qualche luogo dove debbano rimanere abbandonati ad una grande miseria e di accettarli nuovamente soltanto quando si riavvicineranno quasi nudi ai confini della patria, di accoglierli poi in un istituto di cura per le anime e di non rimetterli in libertà prima che non si siano migliorati completamente. Soltanto dopo aver dato ripetute prove del loro completo ravvedimento, durante un periodo abbastanza lungo di tempo, essi possono fare ritorno nella comunità, ma se si dovesse ancora scorgere in loro qualche minimissima traccia di tentazione sensuale, rimangano allora piuttosto sotto vigilanza per tutto il corso della loro vita, ciò che è cosa molto migliore e salutare del lasciare che gli uomini incorrotti di una comunità vengano appestati per causa loro. 

18. Tu pure, Zorel, non eri del tutto puro a tale riguardo, poiché già da ragazzo eri affetto da ogni genere di disonestà e fosti di scandaloso esempio ai tuoi coetanei. Tuttavia ciò non può esserti ascritto a peccato, poiché tu non fruisti di una di quelle educazioni grazie alla quale saresti potuto pervenire a qualche pura verità capace di dimostrarti quello che è perfettamente giusto secondo l’Ordine di Dio. Tu hai cominciato ad avere sentore di qualcosa di meglio soltanto quando, presso un avvocato, imparasti a conoscere i diritti civili dei cittadini di Roma. Da quell'epoca in poi tu cessasti veramente di essere un uomo-animale, ma al posto di questo tu divenisti uno che primeggiava nello sfruttare le leggi a proprio tornaconto ed ingannasti il tuo prossimo, dove e quando mai ti fu possibile. Tutte queste però sono cose passate, ed ora, secondo il tuo presente riconoscimento, stai dinanzi a Me come un uomo migliore!

19. Ma malgrado tutto ciò Io osservo tuttavia che in te vi è ancora molta brama carnale; questo fatto Io te lo faccio notare particolarmente, e ti consiglio di stare molto in guardia, poiché quando ti troverai in condizioni di vita un po’ migliori, la tua carne, che è molto lontana dall’essere guarita ed è ancora molto debole, inizierà ad eccitarsi nella sua fragilità ed è possibile che ti costi poi una grande fatica calmarla e, infine, sanarla perfettamente dal suo vecchio male. Guardati quindi da ogni eccesso, poiché è nell'intemperanza e nella smodatezza che si nasconde il seme della brama carnale! Sii moderato in ogni cosa e non lasciarti mai trascinare dagli eccessi del mangiare e del bere, altrimenti ti riuscirà difficile domare la tua carne! 

 20. E così ora abbiamo passato brevemente in rassegna anche il campo della carne entro i limiti a te necessari. Adesso passeremo a considerare un altro campo che può venire anch’esso designato come molto importante per te!».

 

15) GVG VOL 6 CAP 165

Influssi degli spiriti e libertà di volontà dell’uomo. La destinazione delle anime degli animali. 

1. Disse Lazzaro: «Sì, o Signore, questa cosa mi è adesso anche troppo chiara; tuttavia non potrei davvero garantirti che io stesso, nonostante i miei migliori propositi, non mi arrabbierò di nuovo in un caso fastidiosissimo di questa specie, perché arrabbiarmi è diventato per me quasi una seconda natura. Una ingiustizia io non la posso sopportare anche se ci metto tutta la mia buona volontà!  

LA SOPROVVIVENZA DELL’ANIMA DOPO LA MORTE DEL CORPO

2. Del resto le cose su questa Terra sono davvero strane. Ciascun uomo sa che un giorno egli dovrà morire ed abbandonare tutto quello che ha relazione col mondo. Egli conosce le leggi dell'Ordine Divino e della Divina Volontà; egli è dotato di ragione e di intelletto per distinguere il falso dal vero, il male dal bene, l'ingiusto dal giusto e la notte dal giorno. Egli non ignora, in parte in seguito a rivelazioni e in parte spesso in base a proprie esperienze illuminanti, che l'anima continua a vivere dopo la morte del corpo, e precisamente nella medesima forma come è vissuta nel corpo sulla Terra, e ciononostante ogni sua aspirazione è rivolta ai beni terreni che sono cose morte, volge le spalle alle ben conosciute leggi Divine, calpesta tutto ciò che è giusto, vero e buono, odia tutto all'infuori di se stesso e commette un peccato mortale dopo l'altro; egli si rende adultero, fornica, mente, inganna, ruba e assassina, per lui è come se Dio non esistesse! Ma, alla fin fine, mi sembra che sia ben lecito domandare perché Dio permette che avvenga così. 

SE L’UOMO SI RENDE COLPEVOLE PER SUA LIBERA VOLONTA’

3. Se l'uomo si rende colpevole di tutto ciò per sua propria libera volontà, allora egli è più maligno di Satana e di tutti i suoi demoni che la Scrittura menziona più volte; ma se, come è stato il caso di Saul, l'uomo viene incitato a compiere tutto questo male da qualche spirito maligno, in maniera che poi non può che agire perversamente pur vedendo e riconoscendo cosa è vero e buono, allora è chiaro che l'uomo, costretto a fare così da potenze invisibili, viene a risultare innocente, mentre la colpa ricade sul malvagio seduttore, ed in parte, per parlare sinceramente, anche su Colui il Quale permette che il misero e debole uomo sia esposto ad una tale seduzione! Infatti, contro un nemico che agisce allo scoperto ci si può difendere con molti mezzi; ma chi è in grado invece di difendersi contro un nemico invisibile che, essendo uno spirito, può soggiogare l'uomo compenetrandolo interamente e può costringere fra potentissimi ceppi addirittura la volontà umana? Chi, dico io, può ingaggiare una lotta decisiva con un nemico di questa specie? Vedi, o Signore, queste sono circostanze tanto strane che nemmeno la persona migliore e più intelligente riesce a dare una spiegazione.  

FARE IL MALE DI PROPRIA VOLONTA’

4. Diverso invece è il discorso di fronte ad un uomo il quale, libero da qualsiasi mala influenza estranea, fa il male di sua propria volontà, ebbene, in questo caso, secondo me, egli è un abominevole peccatore, e come tale conviene che venga allontanato da tutte le buone comunità, perché un simile bruto, secondo la mia opinione, non è in eterno degno di un trattamento migliore, qualora non si ravveda seriamente sotto ogni punto di vista. Ma chi può emettere una sentenza di condanna contro un uomo sedotto da un demonio? Una sentenza di questo genere mi farebbe l'effetto come se si volesse punire qualcuno per il fatto di essersi lasciato colpire da una grave malattia. O Signore, dirada anche in questo proposito le tenebre da cui mi sento avvolto!»  

5. Ed Io gli dissi: «Eh, Mio carissimo fratello, il tuo modo di giudicare la cosa ha parecchio del buono in sé, e Io non posso dirti: “Vedi, tu hai giudicato ingiustamente!”. Sennonché la cosa stessa va considerata da un punto di vista ben differente, ed allora anche la tua sentenza comincia a vacillare. 

LA VOLONTA’ DI DIO DEVE VENIRE ACCOLTA E MESSA IN PRATICA

6. In un mondo dove si tratta di allevare e di educare gli uomini perché diventino autentici, perfettissimi figli di Dio, essi, accanto alla volontà liberissima ed al chiarissimo intelletto, devono avere pure le leggi date da Dio in cui si esprime in maniera inequivocabile la Sua Volontà, Volontà che deve venire accolta e messa in pratica da loro; ma come potrebbero essi fare così se in loro non vi fosse anche un incitamento altrettanto possente a contravvenire alle leggi stesse? 

L’IMPULSO CONTRARIO CONFERISCE AL VOLERE UMANO L’ASSOLUTA LIBERTA’

7. Ma è precisamente questo impulso contrario che conferisce al volere umano la più assoluta libertà e che gli dona pure forza piena per resistere all'impulso stesso e per sostituire ad esso la riconosciuta Volontà di Dio. 

E’ IL PECCATO CHE FA PROGREDIRE L’UOMO

8. Io ti dico: “Un uomo, il quale non abbia in sé la piena capacità di divenire un perfettissimo demonio, non può nemmeno diventare mai un figlio di Dio del tutto simile a Lui”. 

ALL’UOMO NON PUO’ ESSERE IMPOSTA NESSUNA LIMITAZIONE

9. Sarebbe ancora possibile l'infinito, se ci fosse una qualche limitazione? O sarebbe Dio ancora assolutamente Onnipotente, se vi fosse una cosa, anche minimissima, che Egli non potesse creare? O può essere Dio meno Dio per il fatto che Egli, accanto alle erbe salutifere, ha creato pure delle dannosissime piante velenose, ed ha seminato molta zizzania accanto al grano perché anch'essa possa prosperare come le piante nobili? 

ALL’UOMO NON E’ POSTA ALCUNA LIMITAZIONE DELLA LIBERA VOLONTA’

10. Vedi, come in Dio Stesso non è affatto immaginabile una qualsiasi limitazione né verso l'alto né verso il basso, altrettanto nell’uomo destinato a divenire un vero figlio di Dio non può né deve esserci una limitazione né verso l’alto né verso il basso. Infatti se si ammettesse una qualsiasi limitazione, l'uomo non sarebbe più un uomo, ma unicamente un animale intelligente, la cui volontà ha una parvenza di libertà soltanto in quanto essa lo incita proprio a quell'attività per la quale l'animale stesso ha l'attitudine istintiva; ma l'animale non può mai in eterno andare oltre a questo limite neanche di un solo capello. 

ANIMA ANIMALE

11. Da una semplice anima di animale però non può sorgere mai un'anima umana, ed è anche per questo che si è soliti dire che un'anima di animale muore con l'animale stesso. Con ciò si deve intendere naturalmente solo il fatto che un'anima di animale, dopo la morte del suo corpo, come ad esempio quella di un bue, cessa completamente di essere l'anima di quell’animale, in questo caso dunque l'anima di un bue. Infatti, uscendo dal corpo dell'animale, essa si raggruppa ben presto assieme a moltissime altre anime animali libere, e viene così a costituire un'anima nuova più perfetta la quale acquisisce dopo un certo tempo le caratteristiche dell'anima umana e può poi venire generata in un corpo umano. Questa è una scienza antica, che i primi padri conoscevano comunemente con perfetta chiarezza e che gli abitanti dell’alta India conoscono comunemente molto bene anche oggigiorno. 

PER L’UOMO SAREBBE SUFFICIENTE CHE SI RICONOSCA COME UOMO

12. Ma ragionare di più ancora su questo argomento sarebbe una cosa inutile, essendo pienamente sufficiente che l'uomo si riconosca come uomo, e che per deduzione riconosca Dio come suo Creatore e Benefattore ed infine come suo unico vero Padre, al quale egli, come uomo, può divenire perfettamente simile in spirito, purché lo voglia. Ed ora dimi se hai proprio ben compreso tutto quello che ti ho detto».

                                                             segue alla 3° parte